Coronavirus, riaprono i concessionari: auto, una rottamazione extra per ripartire

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Rottamazione, la via pare obbligata per una ripresa delle quattro ruote.

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Domani sarà un giorno cruciale per il mondo dell’automotive. Nel giro di poche ore i concessionari di tutta Italia riapriranno i saloni dopo il lockdown da Coronavirus; poi arriveranno i dati ufficiali delle vendite di aprile, che annunciano un calo del 95,7%.

Di fatto un azzeramento del mercato. Per scoprire come sarà questo lunedì di passione e quali scenari si aprono per il mondo dell’auto, ascoltiamo Gaetano Thorel, ceo di PSA Italia (Peugeot, Citroen, Ds, Opel) e consigliere Unrae (l’unione delle Case straniere che operano in Italia).

Gaetano Thorel, Direttore Generale di Groupe PSA Italia
Gaetano Thorel, Direttore Generale di Groupe PSA Italia

Thorel, che mondo troveranno i concessionari dopo il lungo stop da Covid?

«Dovranno affrontare una nuova normalità. A cominciare dai protocolli di sicurezza: auto sanificate, termoscanner e mascherine saranno prassi quotidiane. E anche il cliente avrà un rapporto diverso: verrà ricevuto solo su appuntamento e si dilateranno gli orari di apertura per evitare troppe presenze in contemporanea».

Ma il problema sarà trovare i clienti pronti a investire sull’auto…

«Lo shock economico è stato fortissimo, il Paese si è fermato del tutto, come non è accaduto neppure in tempo di guerra. E l’automotive, con turismo, edilizia e ristorazione, è fra i settori più colpiti. Per questo l’Unrae e tutto il mondo dell’auto hanno sollecitato aiuti verticali da parte del governo».

Il problema è anche la burocrazia, la lentezza del sistema…

«La mia raccomandazione è di essere veloci. Mi aspetto che entro il 18 maggio il governo risponda alle nostre istanze. Con la riapertura delle concessionarie tornano i costi di gestione e gli stipendi del personale. Non si può perdere tempo perché altrimenti si rischia il collasso».

Peugeot e-208, elettrica con batteria da 50 kWh e autonomia fino a 340 km. E con 136 cavalli di potenza.

Può riassumere le richieste presentate al governo?

«È un piano da tre miliardi in due anni che prevede il rilancio dell’ecobonus con una nuova categoria fra i 60 e i 95 g/km di emissioni, che garantisca incentivi da duemila euro. Chiediamo poi una rottamazione extra per favorire la vendita degli stock da 350mila auto complessive, che sono ferme nei saloni dal momento della chiusura forzata. Terzo punto: rendere l’Iva totalmente detraibile per le auto aziendali fino al costo di 50 mila euro, come avviene negli altri paesi Ue».

Ma è convinto davvero che l’auto possa ripartire?

«Secondo i nostri calcoli il mercato può recuperare 300mila unità vendute e chiudere l’anno a 1 milione e 600mila. L’importante è ripartire subito e il governo ha tutto l’interesse ad appoggiarci. Ogni 100 mila auto vendute, incassa 500 milioni di euro di sola Iva. Se il mercato si blocca, anche l’erario sconterà conseguenze pesanti».

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Come si può far fronte alla prevedibile crisi di liquidità che frenerà i consumi?

«Psa ha due belle carte da giocarsi. La prima è l’ampia gamma di auto elettrificate che mette in campo. Dopo la clausura c’è voglia di libertà ma anche di auto sostenibili, sempre più rispettose dell’ambiente. E poi c’è la formula del noleggio a breve o lungo termine, che noi chiamiamo Free2Move che può diventare una soluzione vincente. Senza impegnarsi nell’acquisto dell’auto, il cliente paga una quota mensile che copre bollo, assicurazione e manuntenzione. Può essere l’occasione per provare per qualche mese un’auto elettrica con le massime garanzie. Compresa l’assicurazione contro un’eventuale recrudescenza del Covid, già prevista in ogni nuovo contratto»

Giuseppe Tassi

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Ultima modifica: 3 maggio 2020