Il caso Opel indica la via anche a FCA

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Il caso Opel può indicare la via del futuro anche a FCA. Il Marchio tedesco, da poco riassorbito nella galassia francese, è stato il primo a giovarsi di economie di scala e tecnologie capaci di rinnovare il prodotto.

A dicembre Manley e Tavares, numero uno di PSA, firmeranno una lettera d’intenti che preciserà meglio i termini delle grande alleanza conclusa nei mesi scorsi.

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Il virtuoso caso Opel

Ma il lancio di Opel Corsa, rappresenta un esempio qualificante di come le sinergie possano produrre risparmi importanti, nel rispetto di ciascun brand.
Il marchio tedesco ha chiuso un brillante 2019 e si appresta a vivere il pieno rilancio con la sua auto più venduta, cioè la Corsa.

Il nodo centrale per il rinnovamento del modello è la piattaforma CMP, mutuata da PSA. La quale consente di produrre sulla stessa linea vetture con motorizzazioni diverse.

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E così la piccola tedesca potrà offrire al cliente il massimo delle opzioni. Benzina, diesel o elettrico. In piena conformità con quest’era di passaggio che impone ai costruttori il massimo della flessibilità.

FCA, così gravemente attardata sul fronte dell’elettrificazione, non potrà che giovarsi delle nozze con i francesi per importare i motori a impatto zero sulle auto medie e piccole.

Opel Corsa-e

Il rischio di una forte concorrenza interna in un gruppo così ampio è sempre dietro l’angolo. Ma anche qui il caso di Opel viene in soccorso. Di fatto la nuova Corsa è una concorrente diretta della ‘cugina’ Peugeot 208.

Ma ciascun prodotto ha un suo mercato, un target e un prezzo di riferimento. Opel si propone come modello più popolare ma con l’ambizione di rendere democratiche le tecnologie di sicurezza delle auto di oggi.

Toccherà ai manager di FCA mantenere l’identità del gruppo. E ampliare quel mercato di fede-lissimi che amano lo stile italiano.

Giuseppe Tassi

Ultima modifica: 3 dicembre 2019