Caso Diesel, la bufera per Volkswagen, Mercedes e FCA

496 0
496 0

Caso Diesel, il terremoto prosegue e scuote ancora il mondo dell’auto e arriva a toccare anche l’ad di Volkswagen, Herbert Diess. La procura di Braunschweig, in Bassa Sassonia, ha citato in giudizio i dirigenti di Volkswagen per manipolazione del mercato, accusandoli di aver informato «deliberatamente troppo tardi» sui rischi del Dieselgate gli investitori nel 2015.

In particolare la procura ha citato in giudizio, oltre a Diess, il presidente del Consiglio di sorveglianza Dieter Poetsch, e l’ex ad Martin Winterkorn. Nell’atto di accusa di 636 pagine emerge che Winterkorn aveva «piena conoscenza» del caso «al più tardi dal maggio 2015», Poetsch «dal 29/6/2015» e «Diess dal 27/7/2015», ossia da uno a quattro mesi prima della pubblicazione della ‘Notice of violation’ da parte dell’autorità Usa il 18 settembre di quell’anno, precisa la nota.

Ritardando le comunicazioni, secondo la procura, sono state «influenzate illecitamente le quotazioni in Borsa dell’azienda».

Volkswagen ha immediatamente respinto le accuse. «La società ha meticolosamente indagato su questo tema con l’aiuto di esperti legali interni ed esterni per almeno quattro anni. Il risultato è chiaro: Le accuse sono senza fondamento», ha scritto infatti in una mail Hiltrud Dorothea Werner, componente del consiglio di gestione e responsabile dell’«integrità e degli affari legali» di Volkswagen, come riporta Bloomberg.

Già in aprile, per Winterkorn e altri tre manager Volkswagen era stato chiesto un rinvio a giudizio per frode, sempre nell’ambito di presunte conoscenze occultate al fine di impedire l’emergere dello scandalo delle emissioni.

Nel giugno 2018 la stessa procura di Braunschweig aveva inflitto al gruppo una multa da un miliardo di euro. Tuttavia la somma era destinata a uscire dalla porta per rientrare dalla finestra. Il conto da pagare era da versare nelle casse del Land della Bassa Sassonia, che è anche il secondo azionista di Volkswagen.

Intanto il caso Diesel si fa sentire anche in casa Daimler. La procura di Stoccarda ha notificato al concorrente tedesco di Volkswagen una sanzione da 870 milioni di euro per «la negligente violazione dei doveri di supervisione nel campo della certificazione dei veicoli».

Il gruppo che controlla Mercedes Benz ha annunciato che non ricorrerà contro la sanzione e che la stessa non avrà impatti sull’utile del trimestre e sulle previsioni per il 2019, avendo la società già provveduto a fare i dovuti accantonamenti.

Caso Diesel anche per FCA a negli USA

Fiat Chrysler Automobiles ha dovuto incassare a Detroit l’arresto di un suo manager, Emanuele Palma, nell’ambito del Dieselgate. Palma, dirigente di FCA nel settore Diesel ed emissioni, è accusato di avere violato il Clean Air Act, legge fondamentale sulla protezione dell’ambiente negli Usa, in vigore dal 1963.

In base alle accuse, Palma avrebbe cospirato per ingannare i regolatori, i clienti e il pubblico sui sistemi di emissione utilizzati sui veicoli diesel di Fiat Chrysler negli Stati Uniti. Un portavoce del gruppo Fca ha ha assicurato «la piena collaborazione con le autorità». Sottolinenando che si stanno «solo ora conoscendo i dettagli della questione»

Elena Comelli

Ultima modifica: 26 settembre 2019