Carburanti, la cura funziona I prezzi calano (lentamente)

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La bella notizia di questo ultimo scampolo d’estate è che ritorna lentamente nei ranghi il costo dei carburanti. Di certo non è un affare in senso assoluto, perché non lo era neppure prima, però i costi alla pompa sono tornati in questi giorni ai livelli dello scorso gennaio, sotto alla soglia di 1,8 euro al litro (1,77 di media), dunque prima della guerra in Ucraina.

Il ribasso della verde reso noto ieri dal ministero della Transizione ecologica include l’aiuto del governo di 30 centesimi a litro per i carburanti per sostenere famiglie e imprese, misura prorogata fino al 20 settembre – a un passo dalle elezioni – per circa 900 milioni di euro. Senza questo intervento, oggi un litro di benzina sarebbe oltre la soglia dei 2 euro.

Il trend invece si è invertito: se prima di ferragosto, nella settimana dall’8 al 14 un litro di verde in self si pagava 1,830 euro, il 15 agosto è stata registrata una variazione sulla media settimanale a favore dei consumatori del 3,30% (quindi un taglio di 6,03 centesimi). Anche il gasolio ha visto un ribasso: è stato indicato dal Mite a 1,756 euro al litro, con una variazione di -3,02% pari a 5,47 centesimi rispetto a 1,811 euro dell’8 agosto scorso.

I prezzi dei carburanti scendono alla pompa ma non abbastanza secondo Assoutenti: «Rispetto allo stesso periodo del 2021 la benzina è oggi più cara del 7%, mentre per il diesel si spende il 16,5% in più – spiega il presidente Furio Truzzi – nonostante il taglio delle accise, quindi, un pieno di gasolio costa oggi 12,5 euro in più (+6 euro un pieno di verde). Crediamo – osserva Truzzi – ci sia un ampio margine per una ulteriore sensibile riduzione dei listini dei carburanti che rimangono ancora troppo elevati nonostante gli interventi d’urgenza adottati dal governo».

Il petrolio tenta il rimbalzo

Sul fronte energetico, il petrolio tenta il rimbalzo (Wti +0,55% a 87,01 dollari al barile) e si mantiene sotto i 90 dollari in Texas, mentre il Brent del Mare del Nord (+0,55% a 92,85 dollari al barile) resta sotto quota 93 dollari.

Il gas ha registrato una leggera accelerazione, con i contratti futures sul mese di settembre che hanno segnato un rialzo dello 0,92% a 228 euro al MWh ad Amsterdam e dell’1,73% a 4,5 sterline per Mbtu a Londra.

Intanto, la Russia – fonte Reuters – prevede che il prezzo medio dell’export del suo gas quest’anno toccherà i 730 dollari per 1.000 metri cubi, più del doppio rispetto al 2021 quando costava 304,6 dollari per mille metri cubi. Il costo poi calerà gradualmente fino alla fine del 2025, con il decrescere delle esportazioni. Questi i dati macro.

Sul fronte delle tasche degli italiani, invece, la lettura che dà il Codacons è ancora critica. «Il salasso parte dai trasporti – spiega l’associazione -. Nell’ultimo mese le tariffe dei biglietti aerei internazionali sono infatti salite del +160,2% su base annua, addirittura del +168,4% i voli europei (+26,9% quelli nazionali); i prezzi dei traghetti salgono del 9,1%, la benzina è aumentata del 10,5% e il gasolio del 20%. Proibitivo noleggiare un’automobile: le tariffe dei noleggi sono aumentate quasi del +25% rispetto al 2021». Ciò senza contare tutti gli altri rincari. L’estate è ancora calda.

Ultima modifica: 18 agosto 2022