Brembo Punta sulla Cina, i freni made in Italy conquistano il mondo

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Brembo scommette sulla Cina e punta a ingrandirsi, con il presidente e azionista di riferimento, Alberto Bombassei, pronto anche a scendere sotto il 50% del capitale in caso di acquisizioni, ma senza rinunciare al controllo gestionale.

L’annuncio del patron – accolto in positivo dalla Borsa, dove il titolo Brembo ha chiuso in rialzo del +7,25% a 11,09 euro – è arrivato da Nanchino. Nel capoluogo dello Jiangsu la multinazionale dei freni ha inaugurato un nuovo stabilimento per la produzione di pinze frenanti e fuselli in alluminio, destinati alle case americane ed europee che producono automobili di alta gamma in Cina – tra queste Bmw, Mercedes, Audi – ma anche ai produttori locali di auto elettriche come Nio, la Tesla cinese.

Cento milioni di euro l’investimento per il nuovo polo produttivo – il terzo in Cina – che impiega oltre 450 persone e ha la capacità di sfornare oltre due milioni di pezzi l’anno. Realizzato secondo i criteri tecnologici più avanzati dell’Industria 4.0, il sito integra su 100 mila metri quadrati fonderia e 67 linee produttive per arrivare dalla materia prima fino alla spedizione del prodotto finito.

La Cina diventerà il primo mercato

«L’inaugurazione consolida la presenza di Brembo in una delle aree geografiche più strategiche per la nostra crescita e sviluppo» ha spiegato Bombassei, prevedendo che nel giro di cinque anni la Cina passerà da terzo a «primo mercato» del gruppo bergamasco. Nel 2018 il fatturato di Brembo in Cina ha sfiorato i 302 milioni di euro (+12% sull’anno), a fronte degli oltre 2,6 miliardi di ricavi globali (+7,2%).

 

Ultima modifica: 5 aprile 2019