A Bologna monopattini elettrici truccati, filano come i motorini

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Una volta si sgasava, più coscienziosamente, a bordo di un Sì o di un Ciao. Oggi il pericolo invece è elettrico, ignoto, come il cane di grossa taglia che porti per la prima volta a spasso.

I monopattini sono così, sfrecciano al mare sulle ciclabili, in città sulle corsie preferenziali e pure sotto i portici, e qualcuno si sta chiedendo come possano avere quella ripresa innaturale, quegli allunghi da cinquantino.

È presto detto, una marea di nuovi monopattini elettrici su strada sarebbero truccati. Dal proprio acquirente, ovviamente, e l’allarme su Bologna ieri l’ha dato l’assessore alla Mobilità, Claudio Mazzanti.

«C’è gente che riesce ad aumentare la potenza del monopattino, così anziché andare a 20-25 chilometri all’ora vanno anche a 50 all’ora – ha sottolineato a margine della presentazione della settimana europea della Mobilità (a Bologna dal 16 al 22 settembre) –. Li stiamo controllando ma è difficile».

Nei monopattini infatti, nuovi protagonisti della mobilità post Covid e ovviamente amatissimi dai più giovani, a differenza di quanto accade per i motorini non si può individuare a occhio l’eventuale manomissione.

Ma occorre invece effettuare delle prove ad hoc sul mezzo. «Così si può fare del male alla gente», ha fatto notare l’assessore.

D’accordo con il titolare al Traffico di Palazzo d’Accursio è Mauro Sorbi, presidente dell’Osservatorio regionale sulla Sicurezza stradale. «Una ricerca SWG ha evidenziato che dopo il periodo di lockdown, 4 italiani su 10 hanno scelto monopattini e bicicletta – afferma Sorbi –. Il monopattino non è un gioco e non lo si può utilizzare con superficialità, come se non soggiacesse a delle regole che sono alla base della sicurezza di tutti gli utenti presenti sulla strada. Occorre mettere in guardia sui troppi comportamenti contrari alle norme del Codice della Strada, e occorre una nuova strategia – continua il presidente dell’Osservatorio – che coinvolga tutti gli attori interessati per porre in essere azioni mirate».

Queste le proposte dell’Osservatorio:

  • Nelle piste ciclabili velocità di massimo 6 chilometri orari.
  • Dotazione di limitatore di velocità che non consenta di superare i 25 chilometri orari quando circolano sulla carreggiata delle strade. E i 6 quando circolano nelle aree pedonali.
  • Dotazione di un campanello per le segnalazioni acustiche.
  • Obbligo del casco fino a 18 anni; divieto di andare in due.
  • Divieto di utilizzo sotto i portici o sui marciapiedi.

Incidenti a Bologna in agosto

«Questa proposta potrebbe essere coniugata, in maniera più soft, con campagne informative incentrate sulle nuove norme introdotte di recente. Sensibilizzando gli uffici anche centrali, oltre che locali, per concordare forme e modalità coerenti». Così conclude Sorbi.

Eloquenti infine gli ultimi dati sulla nuova incidentalità. Nel mese di agosto si sono registrati, a Bologna, 12 accessi al pronto soccorso per sinistri con monopattini.

Paolo Rosato

Ultima modifica: 15 settembre 2020