Berlino manda fuori giri l’Europa «Benzina e Diesel anche dopo il 2035»

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di Elena Comelli

Il governo tedesco rischia di andare a sbattere sul futuro dell’auto. La frattura fra Verdi e Liberali è emersa ieri, quando il ministro delle Finanze Christian Lindner ha dichiarato davanti alla Confindustria tedesca che non appoggerà il divieto dei motori a combustione interna nelle auto nuove a partire dal 2035, varato pochi giorni fa dal Parlamento europeo. Parlando a Berlino alla Giornata dell’industria, il ministro liberale ha sottolineato che alcune regioni del mondo non sono ancora pronte per l’auto elettrica e che, con un divieto, il motore a combustione non potrà più essere sviluppato, almeno non in Europa e in Germania. Questo, secondo Lindner, sarebbe un errore.

La coalizione di governo a Berlino non sembra però avere una posizione unanime. Subito dopo il voto al Parlamento europeo, infatti, la verde Steffi Lemke, ministra dell’Ambiente, aveva dichiarato che il governo federale sosterrà la proposta della Commissione europea e del Parlamento europeo di «consentire solo autovetture e veicoli commerciali leggeri nuovi con unità a emissioni zero a partire dal 2035».

Ora non è chiaro come la Germania voterà a livello di Consiglio Ue. L’obiettivo della Commissione è di ridurre le emissioni europee a effetto serra del 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990. Da qui viene la proposta di ridurre del 100% delle emissioni di CO2 delle nuove auto entro il 2035. Se questa nuova normativa, approvata 1’8 giugno dall’Europarlamento, passerà anche in sede di Consiglio Ue, a partire dal 2035 non si potranno più vendere auto nuove con il motore a combustione interna, ma solo auto elettriche. 

Nel corso della discussione all’Europarlamento, il Partito popolare europeo si era staccato dagli altri gruppi della ‘maggioranza Ursula’, presentando un emendamento che lasciava un margine del 10% alle vendite di auto che emettono CO2 nel 2035, ma l’emendamento non era passato. Strasburgo aveva dato il suo placet a larga maggioranza, con 339 voti a favore, 249 contrari e 24 astenuti, alla misura più delicata nel piano di riforme di Bruxelles per raggiungere la neutralità climatica al 2050.

«Sono un appassionato di motori, lo sono sempre stato, ma so che tutto questo deve cambiare», aveva detto in un appello agli eurodeputati il vicepresidente della Commissione europea Frans Timmermans, aggiungendo che «non si fa un favore a nessuno rallentando l’innovazione tecnologica». Timmermans aveva definito »un pasticcio» l’emendamento del Ppe contro lo stop al 2035.

Polemiche fondate

Ora, però, questo pasticcio si è trasferito all’interno del governo tedesco e rischia di far saltare la coalizione ‘semaforo’, minata dalla polemica scatenata dalla Confindustria tedesca. La decisione del Parlamento europeo, ha dichiarato Hildegard Muller, presidente della potente associazione dei produttori di auto, «è contro i cittadini, contro il mercato, contro l’innovazione».

Sul piede di guerra anche l’associazione degli automobilisti tedeschi (Adac), secondo cui«non è possibile raggiungere gli ambiziosi obiettivi climatici previsti nei trasporti soltanto con la mobilità elettrica». 

Stabilimento BMW

Ultima modifica: 22 giugno 2022