Autostrade, M5S contro Atlantia: via la concessione

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TAV, Alitalia, Autostrade. Tutto si lega. Tutto rientra nel braccio di ferro in atto nel governo gialloverde. Ultime gocce il via libera alle Olimpiadi e l’avvio dei cantieri Tav da parte di Telt.

Il Movimento 5 stelle, che cerca di recuperare terreno sulle sue battaglie simbolo, parte all’attacco di Autostrade e nella riunione a Palazzo Chigi di martedì sera con il ministro Danilo Toninelli, ha portato, in accordo con Luigi Di Maio, la richiesta di revoca della concessione.

Il Governo è infatti al lavoro anche sulle concessioni. In particolare quella di Autostrade per l’Italia, società controllata da Atlantia, messa all’indice da Toninelli dopo il crollo del ponte di Genova.

Il vertice a Palazzo Chigi, al quale parteciperanno anche il presidente del consiglio e i vice-premier, servirà ad un primo esame dei documenti e delle analisi sulla concessione di Autostrade. Una vicenda alla quale – nelle valutazioni politiche – è certamente legata anche al dossier Alitalia.

Non è un mistero per nessuno che la Lega vorrebbe per il salvataggio della compagnia aerea anche un coinvolgimento di Atlantia. La mattinata è stata dominata dal tema dei pedaggi.

Il presidente dell’Authority ha spiegato che la riforma del sistema tariffario autostradale non blocca i cantieri. «Non abbiamo modificato i contratti, non c’è nessun blocco degli investimenti. Quelli programmati devono andare avanti nel modo più assoluto. Mentre quelli non realizzati dovranno essere ristipulati», afferma.

E aggiunge di essere rimasto «un pò sorpreso» dalle accuse. «È del tutto evidente che non c’è nessun atto unilaterale di modifica del contratto in essere. Perché i contatti per definizione li possono modificare solo le parti contraenti. E noi non siamo, non possiamo e non vogliamo essere parti contraenti altrimenti perderemo il nostro ruolo di terzietà». Questo le parole del presidente dell’Authority, ricordando che col Dl Genova le competenze dell’Autorità in materia di accesso alle infrastrutture autostradali. «Sono state estese alle concessioni in essere».

L’Aiscat comunque ribadisce che ritiene illegittimo il nuovo meccanismo e chiede una convocazione da parte del Governo. Un tavolo di confronto viene richiesto anche dal Codacons.

Col nuovo sistema, che l’Art ha già applicato recentemente per le concessioni scadute dell’Autobrennero e delle Autovie Venete, si mandano in soffitta i sei diversi sistemi tariffari che finora regolavano i pedaggi. E si supera il meccanismo dei loro aggiornamenti annuali.

Arriva il price-cap

Il nuovo sistema è basato sul metodo del ‘price-cap’, con l’introduzione di un indicatore di produttività secondo indicatori oggettivi. Basati sul confronto competitivo con le migliori pratiche del settore. Questo garantirà trasparenza ed equità dei pedaggi. «Ho letto con grande interesse la relazione annuale dell’Autorità di regolazione dei Trasporti. Un’Authority molto importante per tutelare i diritti dei passeggeri. Garantire ai cittadini servizi adeguati e regolare il mercato». Queste le parole del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli. E snocciolando alcuni dati della relazione, è emerso che in Italia c’è uno scarso utilizzo dei mezzi pubblici.

Ultima modifica: 27 giugno 2019