Autostrade, incognita Aspi, Atlantia congela cedola e buyback

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Via libera a un bilancio da battaglia per i soci di Atlantia, che ieri hanno deciso, eccezionalmente, di non distribuire dividendi, per effetto della pandemia da Covid-19 e delle incertezze legate al destino della controllata Autostrade per l’Italia, seppure in presenza di un utile di 427 milioni (contro i 695 milioni del 2018).

Una situazione impensabile due anni fa, quando la società, che avviava la nuova fase con Abertis, prometteva una cedola in ulteriore crescita. Ora però lo scenario è completamente cambiato. E la holding è concentrata sull’esito del braccio di ferro su Aspi col Governo, che ha promesso una soluzione nei prossimi giorni.

Anche in quest’ottica va letta la decisione dell’assemblea di revocare, per la parte non ancora eseguita, la precedente deliberazione del 18 aprile. Che autorizzava il buyback , cioè l’acquisto delle azioni propri.

Autostrada A1

Non si è fatta attendere la reazione del mercato, che ha punito il titolo con un -2,05% a Piazza Affari. Ora la via d’uscita allo stallo su Aspi potrebbe essere la riduzione della quota dei Benetton con l’ingresso di nuovi soci come Cassa Depositi e Prestiti e F2i.

La holding della famiglia Benetton ha compiuto nelle ultime ore un passo di avvicinamento. Aprendo alla vendita di quote di maggioranza, mentre fino a pochi giorni fa si diceva disposta a mettere sul piatto solo quote di minoranza. Attualmente detiene l’88% di Autostrade. E dopo l’intervento di diluizione scenderebbe al di sotto del 50% (ma i Cinque stelle vorrebbero il 30%).

pedaggi autostradali

No all’esproprio

Ma questa cessione di quote, per Atlantia, deve essere preceduta da alcuni passaggi fondamentali. La firma di un accordo sulle concessioni, il superamento del decreto Milleproroghe che ha provocato il declassamento di rating della società e alcuni mesi di due diligence. Solo poi gli azionisti di controllo potranno mettere una fetta delle proprie quote sul mercato, in modo da riacquisire valore e non svendere il proprio patrimonio.

In altre parole, come fanno sapere fonti di Atlantia, «non può trasformarsi in un’operazione di esproprio». Invece, sembra proprio questa la direzione che i Cinque stelle vorrebbero prendere.

Non solo. Dai Benetton arriva anche un’altra precisazione. Nella futura diluizione «potrebbero rientrare grandi gruppi privati, nazionali o internazionali». Insomma, da azienda quotata in Borsa, l’operazione di aggregazione industriale potrebbe non portare automaticamente Cdp a prendere il controllo. La strada che allontana dalla revoca, dunque, è ancora tortuosa.

Elena Comelli

Autostrada A1 Aspi
Autostrada A1

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Ultima modifica: 30 maggio 2020