L’automotive ha ancora bisogno di tornare a Ginevra

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Ci vuole coraggio per tirar fuori il mondo dal cono di paura del Coronavirus. Coraggio e non temerarietà, perché sarebbe folle ignorare mascherine, paletti e divieti per abbandonarsi a un corale «liberi tutti».

Eppure l’economia deve ricominciare la sua corsa e il settore dell’automotive può dare slancio a questa ripresa. Ma servono capitani coraggiosi, uomini e donne dotati di spirito di iniziativa e ottimismo contagioso.

Abbiamo pubblicato un reportage del Motor Valley Tour, organizzato da Canossa Events. È il secondo evento allestito dal marchio reggiano dopo il Coronavirus.

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In un anno che ha visto cancellare i saloni di Ginevra, Pechino, New York, Detroit e Parigi, iniziative come questa sono un inno all’auto e alla sua lunga vita.

Il futuro dei Saloni dell’auto

Se il Covid-19 ha aggravato la crisi globale del settore, questo non significa che bisogna calare il sipario sulle vetrine motoristiche mondiali. A cominciare dal Salone di Ginevra, il più classico, il più frequentato, il più glamour nella storia dell’automobile.

Cancellata la rassegna 2020 (la numero 90) all’alba del Covid-19, Il Salone ha sospeso anche l’edizione 2021. La Fondazione che ha sempre gestito Ginevra vuole cedere il pacchetto al Palexpo e all’ente fieristico che lo governa.

Mi auguro che questa complicata trattativa vada in porto e che l’Europa possa recuperare al più presto il Salone-gioiello, quello che richiamava case automobilistiche dal mondo intero.

Oggi, mentre tutti parlano di digitale e di investimenti mirati, far rivivere il fasto di Ginevra sembra un sogno. Eppure con coraggio e con la collaborazione delle grandi Case la sfida si può ancora vincere.

Giuseppe Tassi

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Ultima modifica: 20 luglio 2020