Sei automobilisti su dieci non pagano le multe

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Sei automobilisti su dieci nel 2017 – ultimo dato disponibile – non hanno pagato le multe dei vigili urbani. Le percentuali erano invertite solo dieci anni fa, quando l’importo delle contravvenzioni era più basso di quasi il 70%.

L’ufficio studi della Cgia di Mestre elabora i dati Istat di gennaio e ricorda: i Comuni hanno incassato appena 1 miliardo su 2,6. Anche se, per completezza, bisogna mettere in conto l’ipotesi della rottamazione. Le cartelle esattoriali, com’è noto, si estinguono dopo cinque anni, se l’amministrazione non promuove azioni per riscuotere.

Ma il coordinatore della Cgia, Paolo Zabeo, è certo: «Sono aumentati morosi e gettito, anche per la diffusione capillare di velox, che alla fine diventano vere e proprie tagliole».

La mappa degli italiani che pagano e no

La mappa d’Italia è molto diversificata: nei Comuni del Sud la riscossione si ferma al 32%; nel Nordest quasi raddoppia, sfiorando il 59%; scende al 33% al Centro e si avvicina al 46% nel Nordovest.

Friuli Venezia Giulia, Valle d’Aosta e Basilicata sono tra le amministrazioni più virtuose, tutte sopra il 60%. Il picco negativo in Sicilia, chi paga supera di poco il 20%.

Però su queste statistiche Anci è prudente. «Migliaia di persone – osserva il comandante Luigi Altamura – hanno chiesto la rottamazione. Non solo: spesso si spedisce la lettera pre-ruolo, un invito a pagare prima della cartella esattoriale, che di solito arriva entro un anno e mezzo-due. Anche se certe amministrazioni sono messe così male che rischiano di inviarla a 5 anni dall’accertamento, quando scatta la perenzione».

Velox come bancomat

Resta il tasto dolente spesso ripetuto: velox come bancomat. «Gli apparecchi fissi vengono installati solo dopo un decreto prefettizio – protesta Altamura –. Contano incidenti stradali e tipo di strada. Insomma, ci devono essere motivazioni precise».

Sull’aumento del gettito, infine, il dirigente Anci avvisa: «Sempre più comuni attivano le zone a traffico limitato, quelle sì che producono moltissime sanzioni».

Eppure nelle statistiche mondiali risultiamo tra i paesi con il più alto numero di velox… «Sono appena tornato dalla Francia, ho trovato impianti ogni tre chilometri – ribatte Altamura, che è anche comandante della polizia locale a Verona –. E continuo a notificare ai cittadini del mio comune verbali di postazioni svizzere, tedesche e francesi».

Resta un ultimo mistero da chiarire: come vengono spesi i soldi delle multe? Sono pochi i sindaci che oggi lo comunicano a Roma. Perché scatti quell’obbligo, serve un decreto attuativo. Lo stesso che garantirà «un uso corretto degli autovelox». L’ha promesso il ministro Toninelli. Era il 20 marzo, alla Camera.

Rita Bartolomei

Ultima modifica: 1 luglio 2019