Autobrennero, frenata sulla terza corsia

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Niente proroga della concessione, niente mega investimenti sui territori. Ridotto all’osso ecco lo spettro che si aggira sull’Emilia Romagna, mentre lunedì a Roma si è riunito un vertice al ministero delle Infrastrutture per decidere le sorti della società Autobrennero, dell’autostrada A22 (314 chilometri che collegano Campogalliano al Passo del Brennero) e di alcune opere importanti attese da decenni.

Tra queste la bretella Campogalliano Sassuolo, la Cispadana e la realizzazione della terza corsia sulla Modena Verona. Oltre a una serie di collegamenti fondamentali per velocizzare il traffico autostradale. Infrastrutture che muoverebbero milioni di euro e sarebbero in grado di rilanciare lo sviluppo economico delle aree interessate.

Tutto si è complicato però quando nelle scorse settimane è arrivato il ‘niet’ della commissione europea alla proposta di proroga decennale della concessione all’attuale compagine societaria. Una richiesta di deroga che era stata avanzata nel quadro dell’eccezionale emergenza sanitaria in corso.

A22 Autostrada del Brennero

L’organo esecutivo europeo ha decretato che l’allungamento dell’affidamento alla società Autobrennero scaduto nel 2014 – e rinnovato nel corso di questi anni attraverso continue mini proroghe – è vietato in ogni caso dalla normativa dell’Unione europea.

L’unico modo di convincere l’Ue è adesso costituire entro la fine di quest’anno (il 29 dicembre) una società in house, vale a dire a totale capitale pubblico, cui si potrebbe affidare la concessione per 30 anni: bisogna prima però liquidare i soci privati presenti scongiurando i ricorsi, e per farlo occorrono ingenti risorse economiche.

Nel frattempo, senza una garanzia di concessione a medio lungo termine, Autobrennero non ha nessun interesse a investire perché non avrebbe la certezza del ritorno economico. Un freno che impedisce la partenza dei cantieri.

Il presidente della Provincia di Modena Gian Domenico Tomei ha minacciato di uscire dalla Società autostradale (di cui detiene il 4,24 per cento): «Si tratta di interventi che in buona parte – come nel caso della Bretella – sono già finanziati e praticamente pronti a partire».

L’appello è rivolto al governo italiano, sollecitato a sbloccare la situazione al più presto: «Sono investimenti fondamentali – ha incalzato Tomei – chiediamo garanzie sulla loro realizzazione, qualunque sia il futuro della società».

Nell’incontro a Roma la ministra Paola De Micheli ha espresso ottimismo sulla possibilità di procedere alla liquidazione dei soci privati arrivando alla società in house. Si è stabilito che si proseguirà sulla strada della gestione diretta di Autobrennero da parte dei territori, demandando a un tavolo tecnico le modalità di ristoro dei privati.

Il calcolo secondo la Corte dei conti è di 110 milioni di euro: in questo senso c’è chi chiede all’esecutivo misure per proteggere i soggetti pubblici nell’eventualità di ricorsi per incostituzionalità del riscatto delle quote.

Il nodo vero però è che non tutti i soci sono d’accordo sulla società in house: c’è chi vi intravvede un rischio di statalizzazione. La partita dipenderà dunque anche da come si costruirà la governance di questa creatura pubblica al 100 per cento.

Cosa prevede il Governo

Lo schema del governo prevede, nel caso, un comitato d’indirizzo che definisce strategie e investimenti, composto da tre rappresentanti del Ministero (che non detiene però alcuna azione) e tre dei soci.

Il presidente sarebbe scelto fra i nominati dal Ministero e avrebbe la facoltà del doppio voto nell’evenienza di una decisone che spacchi l’organo. Di fatto, secondo i detrattori di questa formula, si andrebbe appunto alla statalizzazione della A22, per la cui realizzazione a suo tempo lo Stato non investì una lira, finanziata come fu solo dagli enti locali.

Un’altra strada che si potrebbe intraprendere, sempre emersa lunedì, è quella di chiedere come governo italiano al commissario europeo Paolo Gentiloni una proroga della concessione di A22, appellandosi a un precedente simile registrato in passato in Francia in cui c’è stato un rinnovo quadriennale.

La terza ipotesi sarebbe infine arrivare a fine anno e indire una gara europea per individuare un nuovo concessionario. Ma è l’unica opzione su cui tutti sono d’accordo nel respingere.

Gianpaolo Annese

AutoBrennero vicino a Campogalliano
AutoBrennero vicino a Campogalliano

Ultima modifica: 22 ottobre 2020