Auto ibride, le tante anime di una tecnologia

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Se l’elettrico sembra il futuro dell’auto, l’ibrido è oggi il punto di passaggio obbligato, la strada scelta dalle Case automobilistiche per ridurre consumi ed emissioni e accostarsi con la coscienza pulita, e prodotti adeguati, alla scadenza del 2021.

Auto ibride, tre approcci

Vi abbiamo presentato nei giorni scorsi tre diversi approcci all’ibrido, che testimoniano la versatilità di questa tecnologia, capace di integrarsi in modo sempre più perfetto con i classici motori a benzina.

Kia Niro

Il caso di Kia Niro, oggi in versione plug-in, cioè con ricarica del motore elettrico alla spinta di casa, è l’emblema di un’auto riuscita e fortunata che cerca la sua strada verso il futuro con na versione a doppia anima. L’ibrido della coreana consente un netto salto di qualità in materia di consumi, tanto che il costruttore dichiara una percorrenza di 77 km con un litro di benzina, considerano i 50 km coperti in modalità elettrica.

Permangono i problemi di ricarica, la scarsità di colonnine, la necessità quasi obbligata di dotarsi di un wall-box nel garage di casa. Ed è proprio su questi grandi problemi strutturali che si gioca la sfida del futuro.

Ma ibrido, come testimonia l’esperienza della power unit in F1, fa anche rima con alte prestazioni. A questo hanno pensato MINI e Lexus. Per la casa britannica del Marchio BMW si tratta di una vera e propria rivoluzione culturale. La Cooper, icona di velocità, aggiunge brio alla Countryman, grazie anche al doppio propulsore (benzina ed elettrico) che garantisce una potenza complessiva di 224 cavalli (136+88). In sostanza si viaggia più pulito (49 g/km di emissioni) senza rinunciare al brio e all’esuberanza di guida che è la cifra classica di una MINI.

Lexus LC

Lexus, forte della radicalissima esperienza della Casa Madre, Toyota, offre invece un prodotto raffinatissimo. La LC, una GT corsaiola, con linea che cattura l’occhio e prestazioni importanti. Qui il sistema ibrido è al servizio della velocità in una vettura che miscela comfort e grinta con una naturalezza disarmante, Un gioiello da 105 mila euro che ci mostra l’altra faccia dell’ibrido,

Ultima modifica: 11 gennaio 2018