Auto, il grande crollo a settembre. Colpa delle norme antiemissioni

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Un crollo superiore al previsto. Settembre si è rivelato infatti un mese nero per le vendite di auto in Europa con un caduta delle immatricolazioni del 23,4%. Una brusca frenata, annunciata dall’Acea, l’associazione dei costruttori. Dovuta in particolare all’entrata in vigore dal 1° settembre del nuovo sistema Wltp per misurare le emissioni in sede di omologazione.

Emissioni di anidride carbonica da autotrazione ridotte del 30% entro il 2030. Il contenimento è inteso rispetto al limite medio di 95 g/km che sarà in vigore dal 2021. Questa la sintesi del Pacchetto Mobilità presentato dalla Commissione Europea. In realtà si tratta di un percorso a tappe: nel 2025 la riduzione dovrà essere del 15%. Il tutto secondo gli standard del nuovo ciclo di omologazione europeo WLTP, molto più “severo” del vecchio NEDC. Le Case auto che non staranno dentro i nuovi limiti saranno sanzionate. La spinta verso le emissioni zero è evidente. A dispetto dei motori termici, che però probabilmente rimarranno molto importanti per contribuire, tramite powertrain ibridi, o con carburanti sintetici, al raggiungimento dell’obiettivo. Con un eccesso di zelo la Commissione Europea ha fissato anche delle “quote verdi”, di auto elettriche e ibride, in gamma: ma in questo caso non sono previste multe. Che invece sono fissate, sia per il 2025 sia per il 2030, a 95 euro per ogni grammo di CO2 emessa al di sopra della soglia fissata su ogni auto venduta. Ovviamente le auto elettriche peseranno moltissimo per bilanciare i calcoli. La Commissione Europea ha stanziato dei fondi per aiutare la diffusione delle vetture a zero emissioni. Ovvero 800 milioni di per lo sviluppo delle infrastrutture di ricarica e 200 per la ricerca e lo sviluppo delle batterie. L’associazione dei Costruttori europea, l’Acea, ha ritenuto troppo dura la linea e troppo stretti i tempi fissati per il radicale cambiamento. Di certo, essendo le Case impegnate in un mercato globale, se solo l’Europa imporrà questi limiti sarebbe un evidente svantaggio competitivi (per le spese sostenute) rispetto ad altri mercati di “manica più larga”.

Immatricolazioni auto in Europa a settembre 2018

E proprio l’introduzione delle nuove norme aveva fatto schizzare le vendite ad agosto (+31,2%). Con i concessionari pronti a immatricolare le vetture – da vendere poi spesso a km zero – non in regola con le nuove normative come le Euro 6b. Nel complesso da inizio anno le vendite mostrano un segno più (2,3%) con un totale di 12 milioni e 304mila unità.

Dieselgate Europa più severa
L’Europa più severa nei controlli sulle emissioni (Foto: Olycom)

L’Europa però viaggia a due velocità mostrando una crescita in Spagna (+11,7%), Francia (+6,5%) e Germania (+2,4%). Mentre sono in retromarcia Italia (-2,8%) e Gran Bretagna (-7,5%). Settembre è stato un mese particolarmente difficile per il nostro mercato dell’auto.

Secondo i dati diffusi a inizio ottobre dal ministero dei Trasporti le vendite sono calate del 25,3%. Per 125.052 immatricolazioni, oltre 42mila in meno. E sul risultato ha pesato il meno 40,3% di Fiat Chrysler (Fca) con una quota di mercato scesa da 28 a 22,5 punti.

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Consumi ed emissioni, sono entrati in vigore nuovi test UE

La situazione  non è allarmante secondo il Centro Studi Promotor di Gian Primo Quagliano. Che evidenza come in luglio e agosto le case abbiano forzato le vendite per le vetture i cui tipi non erano ancora stati omologati con il nuovo sistema. E le aspettative del mercato sull’ultimo trimestre non sono negative.

Se è, quindi, forse presto per pensare, come disse all’assemblea Fiat del 1990 l’avvocato Agnelli, che la festa dell’auto sia finita, non c’è dubbio che sul settore non manchino le incertezze. Dalle normative sulle emissioni all’auto elettrica, dal futuro del Diesel. Fino alle strategie della produzione in Italia della Fca del dopo-Marchionne.

Di Maio convoca i sindacati il 30 ottobre

Per questo il ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio ha convocato il 30 ottobre i sindacati (Fim, Fiom, Uilm, Ugl Metalmeccanici e Fismic) per affrontare il tema dell’industria dell’auto. Un incontro considerato dal segretario nazionale Fiom Michele De Palma un primo passo che dovrebbe essere seguito dalla creazione di una commissione nazionale permanente per le politiche industriali del settore.

Il calo delle vendite in Italia ha pesato a settembre soprattutto sulle vetture Diesel giù di oltre il 38%. Un crollo sul quale hanno inciso anche i nuovi divieti imposti alle auto a gasolio per l’ingresso nei centri storici. E le incertezze sul futuro di questa motorizzazione. Tanto che a settembre le benzina si sono prese la rivincita superando in Italia il 38% delle immatricolazioni.

Fiat, le auto Diesel a prezzo più basso di quelle benzina 2
Fiat, le auto Diesel a prezzo più basso di quelle benzina

In particolare Fca è passata da 47.155 vetture immatricolate a settembre 2017 a 28.136 unità. Ma il segno meno ha interessato in Italia quasi tutte le case. Fca mostra un arretramento anche a livello europeo con un meno 31,4%. Mentre da gennaio vanta un più 66,8% per Jeep e un più 7,6% per Alfa Romeo. Peggio a settembre ha fatto Volkswagen che ha quasi dimezzato le vendite – ma da inizio anno insieme con Toyota cresce il doppio del mercato – e più di un quarto di immatricolazioni le ha perse Renault.

Achille Perego

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Ultima modifica: 18 ottobre 2018