Auting, così si affitta l’auto con il cellulare

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C’è chi se ne serve semplicemente quando ha bisogno dell’auto per andare a fare la spesa. O magari per andare in vacanza. L’idea della app Autingpiattaforma digitale per la condivisione di autovetture tra privati che ha portato in Italia un servizio già radicato all’estero – è sbocciata quasi per caso guardando un parcheggio pieno zeppo di auto ferme.

E associando questa immagine a due topic trend della share economy di questi anni, Uber e Airbnb, a Matteo Menarini e Lorenzo Osti, due bolognesi con esperienze in digital marketing, si è accesa la scintilla: «Ma a che serve tutta ‘sta roba sempre ferma? Come possiamo trarre beneficio economico dalla nostra auto?».

Allora si sono messi a studiare «scoprendo – rivela adesso Menarini che di Auting è cofondatore e presidente – cose sorprendenti». Per dirne una: lo sapevate che durante la vita media un’auto sta ferma per il 92% del tempo? «Quindi, fatto 100 il costo di una vettura, per 92 è un bene non sfruttato. Di tutto il parco auto italiano, circa il 20% dal lunedì al venerdì resta fermo in garage. E i costi per gestire un’auto sono 3.500 euro l’anno di costi vivi, 7.000 considerando quelli di ammortamento».

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Menarini e Osti a quel punto hanno fatto due più due: «Ci siamo chiesti perché non ripetere con le auto la stessa cosa che Airbnb fa per le case».

Detto fatto, nel 2017 sono sbarcati sul web un’app (che si trova negli store Apple e Android) e un sito desktop che in pratica mettono in contatto il proprietario di una macchina che vuole affittarla solo per un periodo di tempo limitato, guadagnando così qualcosa, con l’utente che ne ha bisogno.

È l’ultima frontiera del car sharing con una specificità evidente. A differenza per esempio del servizio ‘car2go’ qui il rapporto è totalmente tra due privati. Auting li mette in contatto, definisce le regole di gestione, mette a disposizione i supporti legali e assicurativi.

A distanza di due anni, oggi la piattaforma conta su una community di 7.500 utenti attivi, circa duemila in Emilia Romagna, poco meno di un migliaio nelle Marche.

Ma come funziona?

Intanto non è richiesta una caparra. Bisogna registrarsi sulla piattaforma e caricare tutti i dati dell’auto messa a disposizione che non può avere più di 15 anni (comprese targa, assicurazione Rca a guida libera, e alcune documentazioni) oltre alle foto.

«Il proprietario – spiega Menarini – gestisce in autonomia il calendario e il prezzo (Auting consiglia solo un prezzo di riferimento)». E il rapporto che si instaura è tutto tra i due privati (i quali decidono ad esempio luogo di consegna e di restituzione). Se il prezzo rientra nei parametri fissati dalle tabelle Aci, il guadagno non è nemmeno soggetto a un particolare regime fiscale.

Fondamentale è dire che Auting ha stipulato un accordo con Reale Mutua per l’introduzione di una polizza assicurativa studiata ad hoc per la condivisione che copre in tutti gli aspetti proprietario e guidatore per il solo tempo del noleggio.

Auting inoltre ha messo online un pratico contatore che consente di simulare il guadagno indicando modello di auto e giorni in cui resta ferma. Esempio: una berlina del 2015 che resta ferma 15 giorni al mese potrebbe far guadagnare fino a 5.000 euro l’anno.

Luigi Manfredi

Ultima modifica: 11 aprile 2019