Aumento IVA al 24,2%, ogni auto costerebbe in media 630 euro in più

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La mancanza di un nuovo Governo potrebbe essere una mazzata per l’auto in Italia. Resta il pericolo dell’aumento dell’IVA dal 22% al 24,2% nel 2019. La misura è prevista nelle “clausole di salvaguardia” che risalgono 2011. Ideate per mantenere in ordine conti pubblici se le entrate per lo Stato non fossero sufficienti. La corsa è questa: trovare 12,5 miliardi di euro. Ma se non ci sarà a breve un Governo non si potrà fare la manovra necessaria.

Mercato Auto

Molto preoccupato il Presidente di Federauto, Adolfo De Stefano Cosentino.

“Siamo molto preoccupati per il protrarsi dell’impasse sulla formazione del nuovo Governo. Ci uniamo alle dichiarazioni già espresse dal Presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, sulla imprescindibile necessità di disinnescare le clausole di salvaguardia che porterebbero un aumento dell’aliquota IVA al 24,2%. Il nostro settore ne sarebbe colpito in modo pesantissimo. Vale la pena ricordare che detto aumento, misurato sul valore medio delle vetture vendute, comporterebbe un incremento del prezzo di circa 630 euro a veicolo”.

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Aumento IVA: eventuale botta anche sui carburanti

A questo ci sarebbe poi da aggiungere anche l’aumento sui carburanti: Diesel, benzina, GPL, Metano ed energia elettrica.

Altro dato non rassicurante, sul presente, secondo Federauto, sulla base dei dati del ministero, negli ultimi tre giorni di aprile è stato registrato oltre il 48% del totale immatricolato del mese.

La salute, secondo i numeri, del mercato auto italiano, non è così florida. Ma le prospettive sono più inquietanti.

Ultima modifica: 8 maggio 2018