Audi A1 Citycarver, prova su strada del crossover urbano

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Pocket SUV, Audi A1 Citycarver è il cavallo di Troia della Casa dei quattro anelli per chi cerca una “ruote alte”, tascabile, ma con stile e personalità, anzi personalizzazione.

La versione rialzata di cinque centimetri (1,48 metri) della piccola di Ingolstadt punta alle forme, decisamente più muscolari e a una dotazione, di serie e a richiesta, da prima della classe.

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Il tutto concentrato in 4,05 metri di lunghezza (1,7 cm in più di A1) e con una luce dal suolo di 15,3 centimetri che permette un angolo di attacco di 21,7° e di uscita di 16,6°.

Più che sufficienti per la giungla urbana e utili a rendere davvero polivalente A1 Citycarver. Rispetto alla Sportback dalla quale deriva costa, di partenza, 2.100 euro in più.

Mostra un frontale decisamente diverso. A partire dalla griglia, tridimensionale e soprattutto non esagonale com le Audi della gamma “A”, ma ottagonale come quelle della gamma “Q”, i SUV.

La compatta A1 Citycarver, in pratica “cesellatore urbano” pur essendo solo a trazione anteriore strizza l’occhio alla famiglia dei crossover del Marchio.

E a un pubblico giovane, proponendo il sistema MMI plus, che dispone dell’hotspot Wi-Fi, dell’assistente vocale Amazon Alexa, d’informazioni su viaggi, parcheggi e viabilità, dell’accesso a Twitter e alla casella e-mail oltre che della navigazione con Google Earth.

Ovviamente disponibili anche Android Auto e Apple CarPlay, con la chicca della connessione wireless, senza bisogno del cavo USB. Dettaglio che a una clientela più giovane non passa certo inosservato.

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Tre i motori a disposizione, tutti turbo benzina. Inizialmente disponibili il tre cilindri 1.0 da 95 cavalli (25 TFSI, cambio manuale a cinque marce, da 23.950 euro) e 116 cv (30 TFSI). Più tardi arriverà il 1.5 quattro cilindri (la 35 TFSI) da 150 cv.

Due gli allestimenti, base, che offre la plancia digitale, con cruscotto da 10,25 pollici e display in plancia a partire da 8,8″, ed Admired, che con 900 euro in più aggiunge cerchi da 17”, clima automatico, Audi Smartphone Interface, assistenza in parcheggio, volante in pelle multifunzione e retrovisori ripiegabili elettricamente. Un gradino più in alto, senza dubbio in linea con il prestigio dei quattro anelli.

Come va su strada A1 Citycarver

Abbiamo testato la 30 TFSI da 116 cavalli, dotata del cambio automatico a doppia frizione a sette marce S Tronic (1.850 euro in più rispetto al manuale a sei rapporti) per le strade di Amburgo, la città più giovane di Germania: il pubblico di riferimento per questo modello che sfida direttamente MINI a cinque porte. Rispetto alla quale offre un bagagliaio più capiente, da 335 a 1.090 litri.

La piccola Audi ha mostrato doti di ottimo comfort, sonoro e di marcia, è una fluidità più che apprezzabile. I 200 Nm di coppia, disponibili da 2.000 giri, risultano sempre ben valorizzati dalla trasmissione automatica S Tronic.

Si viaggia con un filo di gas col massimo relax (e con gli ADAS che vigilano) e quando serve un cambio di passo, il brio è adeguato (0-100 in 9,5 secondi).

Audi A1 City Carver prova su strada

Il comportamento è da Audi: piuttosto preciso e neutro, con un buon sterzo. Contribuisce anche la taratura dedicata di molle e ammortizzatori. Il tutto con una percorrenza media accettabile, intorno ai 15 km/litro, non lontano dai consumi dichiarati (16,4 km/litro).

Il plus di A1 Citycarver è l’ottimo equilibrio generale, coadiuvato da una generale percezione di raffinatezza, confermata nella sostanza dei fatti. E da un listino sempre importante: la qualità si paga.

Ultima modifica: 31 ottobre 2019

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