Atlantia, Autostrade alla Ue: Aiuto, il governo ci penalizza

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Atlantia anticipa le mosse del governo, che dopo la tragedia del Ponte Morandi minaccia il ritiro delle licenze ad Autostrade per l’Italia. L’azienda lancia un grido d’allarme sui rischi cui vanno incontro la società e i suoi 7mila posti di lavoro: il presidente Fabio Cerchiai e l’ad Carlo Bertazzo hanno scritto al vice presidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis, lamentando le modifiche che il Milleproroghe introduce alla gestione della concessione in essere fino al 2038.

Atlantia, gli interessi del Gruppo

Le norme hanno abbattuto i 23 miliardi di risarcimento che dovevano spettare ad Atlantia in caso di interruzione della concessione prima della scadenza naturale.

Nella lettera si accusa il Governo di violare le norme europee sul libero mercato, denunciando il pressing dell’esecutivo per vendere la quota di maggioranza alla Cassa depositi e prestiti a un prezzo ridotto, con «un danno significativo a migliaia di investitori italiani e stranieri».

Cerchiai e Bertazzo accusano il Governo di aver escluso Aspi dal prestito con garanzia pubblica («palese discriminazione per fini politici», sebbene «soddisfi tutti i criteri per accedere alla garanzia statale» prevista dal dl Liquidità.

Il gruppo controllato dai Benetton ha messo sul tavolo un piano da 3 miliardi di indennizzi, investimenti e tagli di tariffe purché la concessione rimanga in capo ad Aspi, ma il premier ha gelato le attese: «Proposta inaccettabile».

Il fattore tempo è decisivo: o ci sarà un accordo entro il 30 giugno o il rischio è che la sfida si sposti sul piano legale, con Atlantia decisa a chiedere la risoluzione della concessione (e relativo maxi indennizzo) alla luce delle modifiche peggiorative del Milleproroghe.

Il viceministro dei Trasporti, Giancarlo Cancelleri (M5s) ha tuonato

«Atlantia ci riprova. Scrivere lettere non serve a niente, è arrivato il momento di prendersi le proprie responsabilità. Il ponte Morandi è crollato causando la morte a 43 persone e facendo luce su un fascicolo enorme di inadempienze e report su manutenzione e sicurezza falsificati per fare più profitti. Ora basta, perché se il tentativo è quello di prenderci in giro e trattarci con arroganza, i Benetton hanno sbagliato governo»

Elena Comelli

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Ultima modifica: 19 giugno 2020