Assicurazioni auto: telecamere, sensori, scatole nere. Sempre più tecnologia

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Telecamere connesse a internet che sorvegliano la casa quando non c’è nessuno, sensori antifurto e antincendio o scatole nere installate a bordo delle automobili che ricostruiscono le dinamiche degli incidenti stradali.

Sono alcuni dispositivi hi-tech che facilitano la vita di tutti i giorni ma che, da qualche anno a questa parte, sono anche sotto i riflettori delle compagnie assicurative italiane e straniere.

Di fronte alla forza dirompente della rivoluzione digitale, infatti, le imprese assicuratrici hanno cominciato a modellare la loro offerta di polizze per usare a proprio vantaggio la tecnologia.

Ecco allora che sono nate diverse coperture contro i danni collegate ad applicazioni e dispositivi mobili come gli smartphone, i telefonini di nuova generazione.

Assicurazioni auto: telecamere, sensori, scatole nere. Sempre più tecnologia

Lo ha fatto per esempio il leader di mercato Generali che, oltre a offrire la classica copertura assicurativa sull’abitazione, offre ai clienti il pacchetto di servizi che si chiama Sei a Casa – In Touch e prevede l’installazione all’interno del fabbricato di un kit di sensori collegabili agli smartphone e capaci di avvisare il proprietario in tempo reale in caso di perdite d’acqua, fumo o incendi, sbalzi di tensione o movimenti sospetti.

L’abitazione diventa così più protetta da incendi, allagamenti, furti o danneggiamenti e a guadagnarci, ovviamente, non è soltanto il proprietario. Pure la compagnia ha ovviamente il suo tornaconto, poiché riduce il rischio che si verifichino dei sinistri e di dover poi erogare degli indennizzi agli assicurati.

Ma la tecnologia oggi viene usata dalle imprese assicuratrici non soltanto per ridurre l’incidenza dei risarcimenti. L’obiettivo è anche creare un’offerta più segmentata che soddisfa nuove esigenze dei clienti coprendo dei rischi che prima rimanevano scoperti.

A seguire per questa stratega è per esempio il gruppo Allianz (attraverso la controllata Allianz Global Assistance) che offre da diversi mesi le polizze istantanee, cioè coperture assicurative che agiscono per brevissimi periodi di tempo e sono attivabili o disattivabili rapidamente (nell’arco di un paio d’ore) con una semplice app scaricata sul telefonino.

Il servizio lanciato da Allianz Global Assistance si chiama MyMobility e protegge dagli incidenti e dagli infortuni durante gli spostamenti sui più comuni mezzi di trasporto: la macchina o la bici di proprietà ma anche il taxi o i veicoli del car sharing (quelli cioè che nelle grandi città vengono utilizzati in condivisione da diversi automobilisti nell’arco di una stessa giornata).

Il servizio MyMobility ha tariffe che partono da 20 centesimi di euro (a seconda del grado di copertura) e può essere attivato, a scelta dell’utente, per un solo giorno, per tre giorni o per una settimana intera.

La logica è quella che nel mondo assicurativo viene definita con l’espressione inglese ‘pay per use’, cioè pagare la copertura delle polizze in proporzione all’intensità dell’utilizzo di un mezzo.

Le scatole nere

Su questi fronte, una delle compagnie pioniere è stata senza dubbio UnipolSai, che già nel 2003 cominciò a sperimentare la clear box. Si tratta di una scatola nera installata a bordo delle macchine, che monitora i comportamenti del conducente alla guida e permette anche di avere tariffe modulabili a seconda della quantità chilometri percorsi nel corso dell’anno.

Oggi le scatole nere installate da Unipol e integrate con le polizze RcAuto son ben 4 milioni, con circa 100mila nuovi dispositivi ogni mese.

Andrea Telara

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Ultima modifica: 23 settembre 2019