Assicurazione bici elettriche: se dovesse diventare obbligatoria?

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Da tanti anni ormai è possibile notare sulle nostre strade la presenza delle bici elettriche. Il mercato delle bici elettriche è in continua evoluzione. Si passi ora ad analizzare le caratteristiche delle bici elettriche. In particolar modo le nuove normative europee a riguardo, che si sono rese necessarie in rapporto all’evoluzione che tali bici hanno avuto sul mercato.

Classificazione bici elettriche

In termini di legge, è molto importante saper distinguere le bici normali, dalle bici con pedalata assistita, dai ciclomotori. Non sempre questa differenza è chiara ma impone a seconda che ci si trovi nell’uno e nell’altro caso un tipo di documentazione diversa e un iter burocratico diverso affinché risultino conformi alle normative in vigore.

La legge infatti idendifica i velocipedi come  mezzi da trasporto azionati esclusivamente dalla forza muscolare; le bici con pedalata assistita o bici elettriche delle bici che sfruttano l’ausilio di un motore elettrico attivato dalla pedalata e che non può superare la velocità di 25 km/h, che inoltre tende a fermare il suo funzionamento gradualmente con il venir meno della pedalata; i ciclomotori invece come mezzi azionati solo ed esclusivamente dall’impianto di un motore a benzina o con altre forme di combustibile e che possono raggiungere a seconda della loro cilindrata e classe un determinato limite di velocità

Migliori modelli

La fortuna delle bici elettretiche è dettata dalla loro comodità in termini di trasporto all’interno del traffico cittadino, unita alla loro sostenibilità ambientale. Lag bici elettrica è infatti particolarmente ambita da coloro che possiedono una particolare sensibilità ecologica. Tante riviste hanno stilato una classifica delle bici elettriche più vendute e considerate anche esteticamente con un maggior indice di gradimento:

  • Lithium Cycles Super 73 Electric, una bici che ricorda una moto degli anni 70, a assistenza elettronica e con delle ruote molto grandi.
  • Peugeot eF01 è la bici elettrica più maneggevole in assoluto. Fatta in alluminio è facile da sollevare, è pieghevole per essere portata anche sui mezzi quando gli spostamenti richiedono tanta strada da fare. In Francia è al primo posto nelle vendite
  • Apollo Fixie, bici elettrica in assoluto stile retrò. A vederla sembra in tutto e per tutto una bici da corsa di quelle per i ciclisti amatori, ma dalle grandi traversate. Il motorino è infilato in un sacca di plastica sul retro della bici. Una sacca che sembra un porta oggetti o uno scomparto per conservare cibo e bevande. Riuscire a distinguere tale bici elettrica da una normale bici è impresa assolutamente ardua.
  • Noordung Angel Edition, possiede il design a metà tra una bici da montagna e una moticicletta classica. Il pezzo forte è rappresentato dal telaio in fibra di carbonio, al quale si può collegare lo smartphon e trasmettere, sempre sul telaio, tutte le sue funzioni. Si capisce che il costo non può essere al pari delle altre bici elettriche, e infatti supera addirittura gli 8.000 euro
  • Maison Tamboite, una bici elettrica che punta tutto sul suo fascino retrò e sul suo scik. Il manubrio, il telaio, la sella vengono realizzati su misura e rigorosamente in pelle. Il costo arriva addirittura ai 15.000 euro
  • Velair Batbike, è una bici che ricopia lo stile mountain bike. Possiede delle ruote molto grandi, che le permettono di adattarsi alla grande sia sulla neve che sulla sabbia.

Normativa Commissione Europea

Le bici elettretiche hanno avuto molta fortuna in europa, non si richiede loro un particolare tipo di omologazione, semplicemente devono essere conformi alla dichiarazione che ne è stata data al momento dela loro introduzione sulle strade e sopra dettagliatamente esposta. Si tratta di un mezzo molto comodo, che equiparato a rigor di legge alla bici, ha avuto grande fortuna e si è subito diffuso a macchia d’olio.

Un mezzo usato da turisti, viaggiatori della Domenica, persone con una mentalità spiccatamente ecologica ec. La sua diffusione e massificazione ha fatto si che il mercato , come sempre accade in questi casi, si impegnasse a farne aumentare la domanda. In questo modo sono state introdotte sempre nuove bici elettriche che si distinguono tra di loro per design ma anche per potenza di motore e velocità massima, tradendo quindi il principio basilare di conformità alla dichiarazione iniziale fatta dall’unione europea.

Queste nuove categorie di bici elettriche devono necessariamente e per ovvie ragioni essere sottoposte a omologazione secondo quelle che sono le normative europee attualmente in vigore. Secondo tale normative le bici elettriche di nuova generazione devono rientrare in due categorie:

  • La L1eA prevede cicli a due o a tre ruote  con motore ausiliario elettrico. La potenza deve essere di 1000W e la bici non deve superare il 25 Km/h.
  • L1B alla stessa maniera comprende cicli  a due o tre ruote ma in questo caso con un motore elettrico che può arrivare sino a 4000 W e in grado di far raggiungere alla bici una velocità anche di 45 Km/h

Tale sistema di omologazione ha due obbiettivi sostanzialmente. Tutelare il mercato delle nuove bici elettriche consentendo evoluzioni in base a quella che è la domanda, sempre diversa. Allo stesso tempo si rende necessario in rapporto con le normative europee riuscire  a garantire sicurezza a coloro che le acquistano e quindi stabilire parametri e limiti regolamentari nel processo di fabbricazione delle bici stesse. Per definire tali confini c’è uno speciale iter burocratico da seguire.

La bici viene posta a dei controlli e test da parte di uno stato membro, una volta superati tali test, la certificazione viene fatta direttamente dai rivenditori. Anche l’eventuale sostituzione di elementi deve essere fatta da altre componenti omologate ,in caso contrario crolla il principio di omologazione e la bici risulterebbe non in regola. Inoltre le categorie soggette ad omologazione sopra citate da come si può ben evincere sono molto vicine alla categorie dei ciclomotori più che dei velocipedi, ciò rende necessario l’obbligo del casco e la targatura.

Ultima modifica: 21 giugno 2018