Alfa Romeo Alfetta, l’ammiraglia del Biscione si fa desiderare

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Alfa Romeo Alfetta, la grande berlina del Biscione evoca sempre emozioni. Non si tratta della carrozzeria più in voga (eufemismo …) sul mercato, ma rimane un modello simbolico. Soprattutto per la gamma del Marchio che si deve completare.

L’Alfetta stradale a inizio degli anni ’70 fino ai primi ’80 ha fatto sognare molti italiani. E’ stata la berlina più venduta del decennio. Forte, all’esordio, del mitico motore bialbero Alfa, un 1.8 da 122 cavalli e dello schema, transaxle con cambio montato in blocco al differenziale posteriore. Ovviamente era a trazione posteriore.

Il nuovo modello sarà l’ammiraglia del Marchio. Realizzata sulla brillante piattaforma modulare Giorgio. I rendering che vedete sono di Marco Renna, che a nostro avviso ha ben interpretato una possibile vocazione stilistica. L’Alfetta in questi disegni si mostra sportiva, sobria, con qualche riferimento a Maserati. Anche classicheggiante, volendo. Un’auto di classe nel retaggio del Marchio.

Alfa Romeo Alfetta, rendering di Marco Renna
Alfa Romeo Alfetta, rendering di Marco Renna

Alfetta su strada nel 2020?

Non la vedremo su strada prima della fine del decennio, questo è più che probabile. I prototipi non sono ancora circolanti. E’ prevedibile che lo schema meccanico di Giulia e Stelvio sia ripetuto. Trazione posteriore e integrale, cambio automatico a otto rapporti. Motori 2.0 turbo benzina e 2.2 turbodiesel e probabilmente il V6 a gasolio. Al top il 2.9 V6 sovralimentato a benzina di origine Ferrari. La novità potrebbe essere l’introduzione di una versione ibrida plug-in, che si adatterebbe allo status. E alle dimensioni dell’Alfetta del ventunesimo secolo, che sarà lunga quasi cinque metri.

Ultima modifica: 28 maggio 2017

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