Alfa Romeo, le innovazioni tecniche più importanti che han fatto storia

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Alfa Romeo ha dato molto all’automobile, certamente quello più di quello che ha ricevuto. Marchionne l’ha ribattezzata “la meccanica delle emozioni”. Di certo oltre alle grandi e mitiche vittorie, prima e dopo la seconda guerra mondiale, ha saputo proporre a una clientela appassionata, ma non esclusiva, almeno dopo il 1950, soluzioni tecnologiche di primo livello. Che molti altri Costruttori avrebbero poi adottato. Non solo il fascino del Biscione, anche la tecnica sopraffina.

Alfa Romeo Tipo Grand Prix
Alfa Romeo Tipo Grand Prix

1914 – La distribuzione bialbero fa il suo esordio sull’auto a corsa Alfa Romeo tipo Grand Prix. E poi su piccola serie nel 1928 su 6C 1500 Sport.

1914 – Fa il suo esordio la doppia accensione, che sarebbe poi diventata Twin Spark, sempre su Alfa tipo Grand Prix. Due candele per cilindro invece che una, per migliorare la miscela aria/benzina nella camera di combustione aumentando rendimento e potenza.

1950 – Distribuzione bialbero su grande serie, per la precisione doppio albero a camme in testa, su modelli di serie. Su Alfa 1900 nel 1950 e poi, nel 1954, con utilizzo di lega di alluminio sul 1290 di Giulietta. Dotato anche di camere di combustione emisferica (come gli HEMI di Chrysler).

Alfa Romeo 1900 SS
Alfa Romeo 1900 SS

1953Valvole di scarico raffreddate al sodio su Alfa 1900. Cave e parzialmente riempite di sodio, che diventa liquido a poco meno di 100°C. Spostandosi all’interno della valvola trasferisce parte del calore della testa al gambo abbassando, la temperatura di circa 70°C e migliorando le prestazioni. Alfa 1900 fu anche una delle prime auto di serie monoscocca.

1972 – La trasmissione Transaxle fu applicata per la prima volta nel 1934 su Skoda Popular, ma quasi 40 anni dopo su Alfetta fu rivista con un nuovo posizionamento del cambio al retrotreno in blocco con differenziale e frizione per la migliore distribuzione dei pesi. Esaltava la tenuta di strada grazie anche a un avanzato ponte De Dion, realizzato con un traliccio di tubi d’acciaio triangolare.

Alfa Romeo V6 Busso, il "violino" di Arese
Alfa Romeo V6 Busso, il “violino” di Arese

1979 – Nasce il V6 “Busso”, che prende il nome dal suo progettista Giuseppe Busso, già papà della meccanica delle di modelli storici come 1900, Giulietta e Giulia. Noto come il “violino di Arese” per il sound speciali è nato come 2.5 aspirato, ma è stato anche 2.0 turbo, 3.0 e 3.2 aspirati delle ultime versioni prodotte sino al 2005.

1980 – Alfa Romeo Spider 1750, la Duetto, per il mercato USA adotta per la prima volta il variatore di fase. Per regolare la fasatura delle valvole d’aspirazione. Meccanico inizialmente, ideato per far rispettare le limitazioni sulle emissioni, mantenendo alti i valori di coppia in un vasto range. 

1987 – Il Twin Spark torna su Alfa 75, sul 2 litri da 148 cavalli, che da aspirato era potente quanto i turbo. La soluzione a doppia accensione fu adottata da tutti i modelli fino a GT, arrivando sino all’epoca delle Euro 4. Alle soglie del 2010.

Alfa Romeo 156, portò all'esordio il Diesel a iniezione common rail.
Alfa Romeo 156, portò all’esordio il Diesel a iniezione common rail

1997 – Esordio dell’iniezione diretta Common Rail, brevetto Fiat, su un’auto. Alfa 156 presenta il JTD in anteprima mondiale, il sistema che surclasserà gli iniettori pompa. Più silenzioso ed efficiente e con migliori prestazioni complessive. Cominciano di venti anni di dominio assoluto per il Diesel in Europa.

Il DNA del Biscione

2008 – Alfa Romeo DNA, il selettore ispirato al “manettino” Ferrari, ma a bilanciere, fa il suo esordio su MiTo. Permette di impostare tarantine di motore, interventi sistemi elettronici, cambio (se automatico), freni e sterzo. Inizialmente acronimo di Dynamic, Normal e All Weather, con Giulia l’ultima “A” è diventata Advanced efficiency.

Nino Farina su Alfa Romeo 158, primo campione del mondo di Formula Uno nel 1950

 

Ultima modifica: 10 giugno 2019

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