Alcohol Interlock. Sicurezza in auto, ecco i dispositivi blocca motori

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In Italia, nel 2018, si sono verificati 172.553 incidenti stradali con 3.334 vittime, 242.919 feriti e un costo per il Sistema Paese pari a 17 miliardi di euro. Quasi una legge di Bilancio.

Allargando il campo all’Europa si parla, invece, di 25mila morti all’anno, in pratica come se cadesse un aereo ogni due giorni. E, secondo stime dell’Unione europea, il 25% delle morti sulle strade, quindi una su quattro, è dovuto alla guida in stato d’ebrezza.

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Questi i dati presentatia Roma in occasione del convegno Guida in stato di ebbrezza e sistemi Alcohol Interlock’, organizzato da Fondazione Ania e European Transport Safety Council.

Umberto Guidoni, Fondazione ANIA
Umberto Guidoni, Fondazione ANIA

Uno scenario allarmante che – come spiegato dal segretario generale della Fondazione Ania, Umberto Guidoni – in base ai dati assicurativi presenta una casistica ancora più ampia. Nel nostro Paese le compagnie di assicurazione ricevono, infatti, ogni anno oltre 2 milioni di denunce per incidenti stradali per un totale di circa 500mila feriti.

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Nonostante un miglioramento avvenuto a partire dal 2001 fino al 2018, l’Italia non è stata in grado di raggiungere gli obiettivi 2010 e 2020 fissati dall’Onu e condivisi dall’Unione europea, ovvero la riduzione del 50% della mortalità.

Sicurezza in auto, ecco i dispositivi blocca motori Alcohol Interlock

Se nel 2010 ci siamo avvicinati molto nel 2020 siamo, per ora, piuttosto lontani da questo target. «Non abbiamo ancora il dato Istat del 2019 consolidato, ma c’è una prima stima semestrale che indicherebbe un aumento dei morti del +1,3% rispetto al dato del 2018, che era di 3334: e cioè nel 2018 9 morti al giorno e 660 feriti al giorno» ha affermato il direttore della Polizia stradale Giovanni Busacca.

La piaga della guida in stato psicofisico alterato da alcol e droghe

Tra le principali cause alla base degli incidenti stradali vi è la guida in stato psicofisico alterato da alcol e droghe. Tuttavia – sottolinea Fondazione Ania – in Italia non abbiamo una reale percezione dell’incidenza della guida sotto gli effetti dell’alcol in quanto per l’Istat questa rappresenta molto spesso una concausa difficile da identificare.

Il Comando generale dell’arma dei carabinieri e il Servizio della polizia stradale del ministero dell’Interno (che rilevano circa un terzo degli incidenti stradali con lesioni) hanno evidenziato che su un totale di 58.810 incidenti, sono stati 5.097 quelli in cui almeno uno dei conducenti dei veicoli coinvolti era in stato di ebbrezza e 1.882 quelli sotto l’effetto di stupefacenti.

L’8,7% e il 3,2% degli incidenti rilevati è correlato dunque ad alcol e droga, un dato in aumento rispetto al 2017 de 7,8% e 2,9%. Dati senza dubbio sottostimati se si pensa che l’Organizzazione mondiale della Sanità sostiene che gli eccessi di alcol e droga concorrono a provocare il 30% degli incidenti stradali e circa il 50% di quelli gravi. È in questo contesto che arriva la proposta dell’Ania di rendere obbligatoria l’installazione dei dispositivi blocca motore Alcohol Interlock per i recidivi come pena alternativa o consecutiva alla revoca o sospensione della patente di guida e all’interno di un programma di riabilitazione.

Giulia Prosperetti

Ultima modifica: 7 febbraio 2020