Il futuro di Opel, entro il 2024 una versione elettrificata per ogni modello

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Parigi è più vicina di Detroit” ha detto Michael Lohscheller, CEO di Opel. Questo è il tantra della ripartenza del Marchio tedesco all’interno del Gruppo PSA è piena di entusiasmo e propositi. Opel, uscita l’anno scorso dalla galassia di General Motors, dopo esserci stata fin dal 1929, rilevata dal colosso francese Peugeot, Citroen, Ds, gioca le sue carte per il futuro.

Il futuro di Opel

In sette mesi parecchie cose sono cambiate. Opel ha posto le basi per un futuro condiviso, ma speciale, con un’anima tedesca – requisito fondamentale per differenziarsi – nonostante l’imprinting francese.

Opel Test Center Dudenhofen

L’Opel Tech Day nel quartier generale di Russelsheim, ha illustrato il futuro a breve termine del Brand che con il piano Pace! ha intenzione di tornare in attivo nel 2020, per creare costantemente profitti.

Come? La parola d’ordine è semplificazione, nel solco della solidità tedesca. Si può fare quando molti “ingredienti” sono francesi? La risposta, furba, ce l’ha data Jean-Philippe Kempf, capo della comunicazione di Opel. “Un bravo chef, con gli stessi ingredienti di un altro, può fare un piatto diverso, ma altrettanto gustoso”.

L’orgoglio Opel ha il suo perno a Russelsheim, dove non sono stati certamente con le mani in tasca. Resta un centro di ricerca e sviluppo per alcune peculiarità, quali i sedili, i fari a led, lo sviluppo della tecnologia fuel cell. Anzi, sono ben quindici i centri di competenza “tedeschi” riconosciuti a Opel all’interno di PSA. Tra i quali anche è compreso anche lo sviluppo del 1.6 litri benzina, che sarà il quattro cilindri più importante del Gruppo, adatto a motorizzazioni ibride.

Sedili AGR

La controffensiva di Opel per tornare in attivo  – non accade dal 1999 – sarà fondamentale per la sua stessa sopravvivenza. PSA chiaramente domina la scena, ma lascerà corda alla tedesca Opel e all’inglese Vauxhall, l’altro Marchio rilevato da GM. Cancellarne l’identità ne avrebbe segnato il destino.

La mano di PSA è soprattutto nelle piattaforme modulari. La CMP per le piccole e la EMP2 per le compatte e le medie, saranno i cardini dei prossimi modelli. Due pianali per ventisei modelli,  nell’era GM erano ben nove per tredici. Questa è semplificazione, come per le famiglie di motori, che passeranno da dieci a due. Inizialmente faranno la parte del leone il benzina 1.2 PureTech e il 1.5 Diesel BlueHdi. La CMP nel 2019 sarà l’origine a nuova Corsa, che nel 2020 sarà anche elettrica: piattaforma utile per motori a combustione evoluti e propulsione a batteria. La EMP2 invece oltre a Diesel, benzina ed elettrici servirà i powertrain ibridi. Entro il 2024 ogni modello della gamma Opel avrà un versione elettrificata.

La piattaforma EMP2

Il travaso “transalpino” in questo caso risulta piuttosto diretto. Sinergie doverose, che nel caso delle piattaforme in comune fanno risparmiare moltissimo sui costi di produzione, garantendo una flessibilità molto più elevata (anche in questo caso con spese minori) rispetto alla gestione di General Motors. Opel non si gira indietro, la qualità tedesca sarà preservata, anche nelle doti stradali. Dallo sterzo alla stabilità e alla tenuta di strada, forgiate ad alte velocità sulle autobahn, i modelli made in Russelsheim si differenzieranno dalla cugine francesi.

Opel GT Concept

Una finestra sul futuro: lo stile

Il design in questo processo avrà un ruolo cruciale. Tra qualche mese sarà presentato un prototipo, probabilmente “erede” della GT Concept, che prefigurerà lo stile del futuro prossimo. Anticipata da un fotogramma, che introdurrà i nuovi stilemi di Opel.

Il futuro di Opel
Il futuro di Opel: l’anima tedesca nel design

 

Ultima modifica: 13 giugno 2018

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