1000 Miglia 2019, la celebrazione dei motori e dell’Italia. Il racconto

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Emozioni vere, non da salotto o da tablet, la 1000 Miglia è una sublimazione virtuosa dell’Italia. Della sue unicità, per arte e paesaggi: e del fascino inesauribile dei motori.

Da oltre sessanta anni non è più la corsa su strade polverose che con Nuvolari e l’Alfa rossa, come cantava Lucio dalla, faceva palpitare gli animi. Il cuore di tantissimi lo tocca ancora alla grande: una grande rievocazione e festa popolare.

Giovanni Moceri e Daniele Bonetti vincono con la 6C 1500 SS del 1928 con il numero di gara 59. La vettura è della collezione FCA Heritage. Proviene dal Museo Storico Alfa Romeo di Arese

La Freccia Rossa, quella che Enzo Ferrari «il più bel museo viaggiante al mondo» anche per il 2019 è riuscita a essere il pulsante ricordo della gara automobilistica più celebre, e anche spietata. Ma pure l’inno alla gioia di una cultura, di un retaggio e di un popolo.

Legata ai motori, ma soprattutto coinvolgente solo come gli eventi che si esprimono in mezzo alla gente, con una doppia anima. Raffinata ed esclusiva, per le fantastiche auto d’epoca che ha esibito.

Popolare, per la passione spontanea che ha infiammato migliaia di persone. Per la stragrande maggioranza non appassionati, ma entusiasti al passare della “corsa”. E’ accostabile al Giro d’Italia: una festa collettiva, una contagiosa parata in un contesto scenografico unico al mondo.

L’abbiamo toccata con mano, è proprio il caso di dirlo, nel viaggio di due giorni di ritorno da Roma a Brescia, da dove la trentasettesima rievocazione della competizione (24 edizioni tra il 1927 e il 1957) ha, come di consuetudine, iniziato e concluso la sua quattro giorni.

La “nostra” Mercedes AMG GT 53 4MATIC+ EQ-BOOST, compagna di viaggio alla 1000 Miglia 2019

A bordo di una Mercedes, erede delle mitiche Silberpfeil (frecce d’argento) spesso protagoniste della sfida. La “nostra” fantastica Mercedes AMG GT 53 4MATIC+ EQ-BOOST, granturismo ibrida da 457 cavalli, con un cuore a 6 cilindri turbo benzina, è stata spettacolare. Ammirata per la linea e per il rombo. Una compagna di viaggio speciale. Oltre venti ore a bordo di un mezzo che ci ha permesso di gustare fino alla fine la 1000 Miglia.

L'autore con Eugenio Blasetti, Direttore Comunicazione Mercedes-Benz Italia
L’autore con Eugenio Blasetti (a destra), Direttore Comunicazione Mercedes-Benz Italia

Ma poteva essere un’Alfa Romeo (11 volte vincitrice, quasi la metà delle volte …) una Ferrari, la dominatrice delle ultime edizioni, una Lancia, una Maserati o una Porsche. E ognuna delle 430 stupende auto d’epoca che hanno animato la 1000 Miglia 2019.

Amate dai loro proprietari, senza dubbio, ma soprattutto celebrate, dalla prima all’ultima, da un pubblico festante. Non solo nostalgici e appassionati. Lungo la Cassia, da Roma fino a Firenze, passando per Siena – fantastica Piazza del Campo ornata dalle auto storiche a perdita d’occhio – sui percorsi collinari tra i più belli del mondo, l’entusiasmo è stato palpabile. La tappa a Vinci, per celebrare il genio italiano di Leonardo, non ha fatto eccezione. Anzi.

Una festa per tutti

La 1000 Miglia non è solo un tuffo nel passato. Certo, i bambini che salutano i bolidi ci hanno fatto tornare alla mente le scene dall’ante e del dopo guerra. Il contatto umano, deo gratias, c’è ancora. I giovanissimi, lungo il tragitto hanno chiesto sempre ricambiati, un “cinque” con la mano ai piloti. Zero selfie, solo foto alle auto.

Per un attimo è sembrato di stare in un’altra epoca. Ma non è stata un’illusione. Non poteva durare undici ore di viaggio sulle sinuose strade del Belpaese. E’ stata una bellissima realtà. Quasi ogni curva ci ha accolto qualcuno pronto a sventolare una bandiera, battere le mani, offrire acqua ai più accaldati (niente aria condizionata sulle auto d’epoca) o semplicemente guardare ammirato.

Poco importa se a bordo c’era uno star chef come Cracco o Bastianich.  Scott Eastwood, figlio del grandissimo Clint, o un collezionista. Osanna per tutti e «dai del gas!» come invocazione. Nessuno ha disatteso le aspettative.

Ricambiato da altri urrà, anche, anzi soprattutto, dai “nativi digitali”. Sconfinando nel politicamente scorretto è innegabile che le auto elettriche seppur con la fama (da verificare) di vetture pulite, questi sorrisi non li strapperanno mai.

La rievocazione è stata vinta dalla coppia Moceri-Bonetti su Alfa Romeo 6C 1500 SS del 1928. Complimenti a loro e alla stupenda vettura del Biscione, ma alla fine, pur dovendo mettere a referto anche spiacevoli incidenti su strada, hanno davvero chiuso tutti a mani alzate. Un trionfo.

La cartolina dell’Italia più bella

Con le dovute e rispettose proporzioni, se 2 giugno è il giorno della Repubblica, la 1000 Miglia è stata una palpitante cartolina quattro giorni dell’Italia, delle sue bellezze e dei motori. Il più bel museo viaggiante.

Ultima modifica: 20 maggio 2019

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