Unimore, i ragazzi più veloci del mondo | VIDEO

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La prima vittoria italiana in ‘Formula Student’, il campionato universitario mondiale di ‘Formula Uno’, non poteva che essere cullata, progettata e costruita nella terra che ha dato alla luce Enzo Ferrari.

Crediamo che il ‘Drake’ oggi sarebbe particolarmente orgoglioso nel vedere questi brillanti e intraprendenti studenti-costruttori-piloti, che hanno dedicato nove mesi di lavoro e notti insonni per fabbricare la loro creatura, issarsi sul gradino più alto a Silverstone, proprio dove nel 1951 il Cavallino di Maranello conquistò il primo successo con l’argentino José Froilan Gonzalez che in patria veniva soprannominato ‘El Cabezon’, per via di quel testone parecchio ingombrante.

Unimore, i ragazzi più veloci del mondo

La tesa molto fina hanno dimostrato di averla al dipartimento di Ingegneria dell’università di Modena e Reggio Emilia che ha superato 86 scuderie provenienti da tutto il globo grazie alla monoposto a combustione M19-L, risultata prima assoluta nella classifica generale.

«Abbiamo sognato, lavorato e vinto! – scrivono sui canali ufficiali di Unimore i protagonisti dell’impresa – vi ringraziamo per averci sostenuto e creduto in noi, dopo un anno di duro lavoro abbiamo raggiunto questo incredibile risultato».

Per realizzare questo progetto vincente, che ha coinvolto oltre 60 laureandi a partire ad ottobre, sono stati fatti sacrifici e molto spesso anche le ore piccole, con sedute in officina che si sono protratte ben dopo la mezzanotte. Da una parte i libri, dall’altra le chiavi inglesi si potrebbe dire, in un percorso diviso fra formazione e grande operatività manuale.

Unimore M19-L e M181-H
Unimore M19-L e M181-H

Gli aspiranti eredi dell’inimitabile Enzo Ferrari hanno quindi stupito sia in pista che ai ‘box’. Sì, perchè le gare della Formula Student si compongono infatti di due parti, una statica e una dinamica, egualmente importanti ai fini del risultato.

Valutazioni statiche

Nella prima la macchina e il team devono affrontare tre prove: ‘Design’, dove i giudici valutano la vettura sotto l’aspetto tecnico, informandosi sulle scelte fatte e valutandone i pro e contro, la prova ‘Cost’, fase in cui la valutazione riguarda gli aspetti economici con tanto di simulazione di produzione in serie e infine la ‘Business’ dove viene valutata la capacità del team di realizzare una strategia di marketing e di produzione per la vendita al pubblico.

Prove dinamiche

Prima il cervello e la realizzazione in officina, ma poi l’immancabile e doveroso ‘manico’, testato nelle quattro prove dinamiche (accelerazione, agilità, giro di qualifica e per finire la gara ‘endurance’) che hanno esaltato le qualità degli altrettanti piloti fatti in casa che, come da regolamento, si sono brillantemente alternati.

Le gratificazioni sono arrivate anche con la monoposto ibrida, M181-H, al suo esordio assoluto in questo campionato, che ha vinto il ‘Best powertrain installation’, sponsorizzato da Mercedes AMG. Appena hanno appreso la notizia il Magnifico Rettore prof. Angelo Andrisano ed il direttore del dipartimento di Ingegneria ‘Enzo Ferrari’ prof. Massimo Borghi hanno fatto giungere ai due team le congratulazioni dell’intero Ateneo.

Francesco Pioppi

Ultima modifica: 23 luglio 2019

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