Toyota e Lexus, ibride per una guida più verde

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Chi per la prima volta si mette al volante della Prius, il modello della giapponese Toyota che ha aperto la strada verso il mondo inesplorato dell’auto ibrida, quasi certamente rimane sorpreso e imbarazzato dalla apparente mancanza di reazioni dopo avere premuto il tasto per l’avvio. Niente rumore e nessun movimento.

Subentra il sospetto che qualche cosa non funzioni in quest’auto avveniristica (lanciata in patria nel 1997 e sui mercati mondiali nel Duemila). Poi però, appoggiando dolcemente il piede sull’acceleratore, il neofita si accorge che la vettura avanza, sempre nel più assoluto silenzio, e che solo dopo alcune decine di metri gli arriva all’orecchio il rumore ovattato del motore a benzina.

Tra le tante sorprese dell’ibrido Made in Toyota c’è la partenza in elettrico, un piacere che anticipa le sensazioni riservate a chi oggi acquista una vettura a emissioni zero o a chi sceglie la versione plug-in ricaricabile dalla spina domestica. Poi segue la seconda sorpresa: i consumi ridotti, soprattutto nei percorsi urbani, con medie da sogno ben al di sopra dei 20 km/litro.

Infine la sorpresa più importante. Chi sta abitualmente al volante di una ibrida quasi senza accorgersene modifica lo stile di guida. Piede leggero sull’acceleratore controllando sul display il percorso dei flussi di energia dalla batteria al motore e viceversa. Toyota è stata la prima a credere fortemente alla tecnologia ibrida. E oggi, a 20 anni dall’avvio di quest’avventura, raccoglie i frutti di questa scelta.  In termini di modelli venduti (oltre 10 milioni di unità insieme con il marchio di casa Lexus) e soprattutto in termini di affidabilità e di prestigio.

All’apripista Prius, giunta alla quarta edizione e disponibile anche a sette posti, si sono affiancate in tempi più ravvicinati la piccola Yaris e la media Auris. Due grandi successi di vendite grazie anche ai listini abbordabili, utili ad avvicinare una clientela più ampia all’ibrido.

E’ stato “ringiovanito” il Suv Rav4. Che ha cambiato design e che accanto alla versione a gasolio si presenta oggi con la conformazione ibrida che garantisce sprint (da 0 a 100 in 8,3”). E percorrenze superiori ai 20 km con un litro di benzina. Positiva infine l’accoglienza degli automobilisti italiani per l’ultimo arrivato, il Crossover C-HR (qui come va su strada), che dà un taglio netto con lo stile tradizionale Toyota. E che si presenta con linee tese e aggressive quasi da coupè.

Lexus, l’ibrido premium

Chi ha sposato la scelta ibrida al 100% è Lexus, il marchio Premium di Toyota. Che nella gamma per l’Italia propone solo modelli con il doppio motore termico-elettrico. Tranne per una versione della coupé LC, disponibile sia sia ibrida sia benzina, l’offerta è a senso unico. Calle berline ai Suv tra i quali spiccano l’originale NX e il poderoso RX. Entrambi anche 4WD (integrali) in grado quindi di affrontare un fuoristrada leggero.

Roberto Mazzanti

Ultima modifica: 20 novembre 2017

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