Nissan guarda alla fusione fredda per le auto elettriche

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Creare energia pulita è uno dei più importanti obiettivi della ricerca scientifica. Un tema che tocca moltissimi aspetti della nostra vita, tra cui, in modo profondo, anche la propulsione dei mezzi di trasporto. Non è un caso che molte aziende automobilistiche siano attivamente impegnate in questo ambito. Uno dei più interessanti e recenti esempi riguarda Nissan, al lavoro su alcuni studi dedicati alla realizzazione della cosiddetta fusione fredda.

Al sedicesimo meeting della Japan Cold Fusion Research Society, al National Institute of Technology dell’università di Tokyo, Nissan ha infatti portato i propri risultati riguardanti le ricerche sulle Low Energy Nuclear Reaction (LENR). Il titolo dello studio è ‘Anomalous Excess Heat Generation by the Interaction between Nanostructured Pd/Ni surface and D2/H2 gas’.

Ma cos’è la fusione fredda? Si tratta, a grandissime linee, di un processo ancora in fase di analisi con il quale sarebbe possibile produrre energia attraverso reazioni di natura nucleare a temperature e pressioni enormemente inferiori a quelle necessarie alla fusione nucleare attualmente conosciuta e in uso (chiamata fusione calda o fissione nucleare). Il vantaggio principale è dato dalla mancanza di scorie di scarto, dalla potenziale illimitatezza di tale fonte energetica e dal fatto che l’energia prodotta è maggiore di quella immessa. Nel documento di Nissan si parla proprio di questo, attraverso l’analisi del calore prodotto dall’interazione fra nichel e idrogeno. Lo stesso processo studiato dall’imprenditore e inventore italiano Andrea Rossi con il suo noto e discusso catalizzatore di energia (E-Cat), citato non a caso nella ricerca Nissan.

Ciò che Nissan intende capire è se sia possibile risolvere uno dei problemi principali delle attuali auto elettriche, ossia la durata delle batterie. La loro tesi è che la fusione fredda potrebbe aiutare ad aumentare le autonomie o addirittura eliminare definitivamente la necessità di ricaricare. Aggiungendo a tutto ciò la totale assenza di emissioni nocive.

Ultima modifica: 21 marzo 2017