Il mild hybrid chiede più spazio

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Il futuro dell’auto somiglierà molto a quello degli ominidi che abitarono la terra un milione di anni fa: tante famiglie parallele, ciascuna con caratteristiche specifiche, in attesa che si affermi un ceppo dominante, come avvenne per l’homo sapiens. Australopitechi e uomini di Neanderthal ebbero grande peso nella storia dell’umanità e i loro generi crebbero in parallelo al nostro, finché l’evoluzione non decise di lasciarli estinguere.

mild hybrid
mild hybrid

Così, nella corsa verso un futuro a basse emissioni, le case d’auto continuano a investire sulle tecnologie tradizionali (benzina e diesel), raffinando i loro propulsori termici, sempre più puliti ed efficienti. E in paralello creano famiglie di auto ibride (o ibride plug in, con ricarica alla spina di casa) e famiglie puramente elettriche a emissioni zero.

L’obiettivo è quello di progredire nelle nuove tecnologie. E di fornire ai clienti il più ampio ventaglio di scelta in un’epoca che non sa ancora leggere con certezza nel futuro dell’auto. I grandi player tedeschi, come Bmw, Mercedes e Volkswagen sono i primi sostenitori di queste famiglie parallele. Sfruttando il loro potenziale tecnologico ed economico, provano a coprire tutto lo spettro delle possibili richieste.

Mild hybrid Audi,
Mild hybrid Audi

La strada di Suzuki

Ma c’è chi, come Toyota, ha fatto da quasi un ventennio la scelta dell’ibrido puro, che oggi rappresenta una buonissima opzione per i consumatori. E c’è un altro marchio giapponese, Suzuki, che sta imponendo un modello alternativo. Il mild-hybrid, una tecnologia semplice ed efficace che, secondo studi accreditati, nel 2025 potrebbe rappresentare il 18% del mercato. Un generatore leggero e compatto (pesa solo 25 kg) e una batteria agli ioni di litio, posta sotto il sedile del guidatore, supportano e integrano il lavoro del motore termico.

Suzuki lancia l’ibrido facile e pulito

L’auto non è in grado, come nell’ibrido classico, di procedere in sola modalità elettrica. Ma la batteria si ricarica di nuova energia ad ogni frenata e decelerazione. Quindi non c’è bisogno di alcun rifornimento di elettroni e l’unità elettrica supporta costantemente il motore termico, riducendone i consumi. E’ una tecnologia che sembra cucita su modelli leggeri e medio-piccoli come quelli sfornati da Suzuki. Ma potrebbe essere una strada maestra verso il futuro. In questo contesto virtuoso c’è anche Kia, abbinando il mild hybrid col Diesel.

Giuseppe Tassi

Suzuki Ingnis – Mild hybrid sul SUV urbano

Ultima modifica: 25 maggio 2018