McLaren elettrica: ingegneri al lavoro, ma c’è qualcosa che non va

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Al Salone di Pechino quelli di McLaren hanno confermato di essere al lavoro sul primo modello completamente elettrico della casa inglese. Ma c’è un problema: i dati provenienti dai test e dagli studi, dicono gli ingegneri, non sono del tutto incoraggianti.

“Stiamo lavorando a un prototipo di veicolo elettrico”, ha affermato a Pechino Jolyon Nash, direttore vendite e marketing di McLaren, “Ma dobbiamo capire come un EV (Electric Vehicle) possa fornire un’esperienza di guida che sia fedele al DNA McLaren.

L’azienda inglese, sulla scia di altre case automobilistiche, ha intenzione di arrivare entro il 2022 ad avere il 50% dei propri veicoli elettrificati (ibridi o elettrici). Solo che, ha continuato Nash “con la tecnologia attuale delle batterie non è possibile”. Sono indubbi i pregi che la propulsione elettrica offre in termini di prestazioni, con alti livelli di coppia, accelerazione e velocità. Ma il tutto va a discapito di un’autonomia di energia ragionevole.

La maggior parte dei clienti McLaren, secondo Nash, esige delle auto sportive che gli permettano di girare in pista per un tempo medio di circa 35 minuti, prima di doversi fermare per fare rifornimento. Nel caso di una supercar elettrica questo non è possibile e si aggiunge anche il problema dei tempi di ricarica infinitamente più lunghi.

L’orientamento che ha McLaren nel panorama dell’elettrificazione è dunque legato più a una questione di identità e pragmatismo.

Ultima modifica: 7 maggio 2018