L’ibrido guida l’auto verso il domani. «È un sistema vincente»

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Pro e contro le auto ibride.  A favore: nel traffico urbano consumano meno di altre vetture di pari potenza (e quindi inquinano meno); in molte città hanno libero accesso alle zone a traffico limitato (ZTL) e non pagano il parcheggio nelle strisce blu.  Contro: nei percorsi extraurbani svaniscono i vantaggi dei consumi ridotti; sono più care degli identici modelli con il solo motore termico.

In questo contesto come si spiega il recente boom di vendite delle ibride?

«I vantaggi elencati sono evidenti – sottolinea Gian Primo Quagliano, presidente di Econometrica e del Centro Studi Promotor e non comportano alcun sacrificio in termini di utilizzo del mezzo. La differenza economica nel costo d’acquisto rispetto a un modello tradizionale è relativa e sta via via diminuendo. L’industria dell’auto ha individuato nell’avvento delle ibride un’occasione per sostituire un parco circolante in Italia piuttosto vecchio e inquinante».

Gian Primo Quagliano

Le ibride manderanno in pensione definitivamente il diesel?

«Penso di no, almeno nell’immediato. Faccio un esempio: nelle flotte aziendali i modelli a gasolio rappresentano il 90% del totale e questo perché offrono risparmi consistenti a chi per lavoro deve viaggiare molto».

Il governo sta studiando incentivi per vetture dall’inquinamento ridotto o pari a zero. Riguarderanno ibride e auto a gas (metano e Gpl) oppure solo le elettriche?

«Le poche indiscrezioni trapelate non consentono al momento di indicare la direzione scelta. Sottolineo solo il fatto che gli incentivi prima si fanno e solo dopo si annunciano perché altrimenti nell’attesa bloccano il mercato. Andrebbero anche mirati, cioè indirizzati prioritariamente verso aree del Paese, ad esempio il Sud, dove più numerose sono le auto vecchie e più inquinanti».

La Regione Piemonte ha varato per le ibride di prossima immatricolazione 5 anni di esenzione totale del bollo. E, scaduti i 5 anni, si pagherà solo per il motore termico, niente per quello elettrico. E’ un incentivo da condividere?

«Gli interventi andrebbero decisi a livello nazionale, non a macchia di leopardo come avviene oggi. Esentare dal bollo non è percepito dagli automobilisti come un incentivo perché si traduce in un aiuto spalmato nel tempo. Meglio sarebbe varare un contributo immediato, utile per limare il prezzo dei listini».

Ritiene che la diffusione delle ibride rappresenti il passo intermedio verso il traguardo dell’elettrico puro?

«Certamente si tratta di una transizione dolce verso l’elettrico. Le ibride oggi sono un’eccellente soluzione perché coniugano il piacere di usare l’auto senza sacrifici. O senza modificare abitudini e stile di guida con il dovere di inquinare meno. E’ in sostanza un’assunzione di responsabilità sociale, tanto importante di questi tempi».

Roberto Mazzanti

Ultima modifica: 18 novembre 2017