Bike sharing in crisi, a Bologna si dimezza il noleggio di Mobike

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Alla Mobike è scesa la catena. In un anno i numeri del noleggio bici si sono dimezzati. Dagli oltre 266mila di settembre 2018, il mese dei record da quando il servizio è stato lanciato l’anno scorso, si è passati a giugno ad appena 124.375. Meno della metà.

Il calo nei mesi invernali era atteso e fisiologico, ma a preoccupare è un’altra coincidenza temporale. Dal 29 marzo, infatti, quando è terminato il periodo promozionale e le tariffe sono state ritoccate verso l’alto adeguandole a quelle delle altre città, la Mobike non tira più come prima. A marzo i noleggi erano stati 176mila, ad aprile e maggio sono crollati a 114mila e 112mila.

«Numeri che colpiscono molto e sollevano più di un dubbio sulla strategia della giunta», attacca la consigliera comunale Dora Palumbo (Gruppo Misto), che ha raccolto i dati con un’interrogazione: «Dimostrano che se si vuole veramente incentivare la mobilità sostenibile, bisogna fare attenzione anche ai costi del servizio».

In effetti, dal 29 marzo la differenza tra una corsa singola e un abbonamento è diventata piuttosto svantaggiosa per chi sceglie la prima opzione. Mezz’ora di Mobike oggi costa un euro, con uno sconto di 30 centesimi sulla corsa successiva se si parcheggia il mezzo nei Mobike Hub, le piazzole di sosta ‘riservate’ alle bici a noleggio.

Abbonarsi, invece, è molto più conveniente: 9,90 euro per 30 giorni, 19,99 euro per 90, 37,50 euro per 180 e 54,99 per un anno (anche se il limite massimo di utilizzo è di due ore al giorno).

Mobike, il problema del prezzo

L’effetto delle nuove tariffe sembra aver così vanificato l’impatto estremamente positivo del servizio. A luglio 2018 i noleggi erano stati quasi 230mila, a ottobre addirittura 255mila, con una sostanziale tenuta anche a novembre e dicembre (rispettivamente 185 e 113mila).

Da inizio 2019, il preoccupante calo. Nulla di misterioso per la Palumbo: «Gli utenti spesso usano la bici soltanto il tempo necessario per raggiungere il luogo di lavoro, o un altro posto, per cui, in molti casi, l’abbonamento non rappresenta una soluzione vantaggiosa – spiega la consigliera –. L’amministrazione comunale sta spingendo sul concetto di fidelizzazione come strategia di marketing, che in questo caso a mio avviso funziona poco».

La ragione? Un errore di fondo, perché «quando la scelta è tra la bici propria, l’auto, la mobike o l’autobus, se non si fa leva sul vantaggio economico, vincono sempre i mezzi propri», conclude la Palumbo.

Federico Del Prete

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Ultima modifica: 8 agosto 2019

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