Bf, Eni e Intesa. Ricerca e progetti di sviluppo sui biocarburanti

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Bonifiche Ferraresi ha siglato un accordo con Eni e Intesa Sanpaolo per l’avvio di una collaborazione strategica, che prevede la cessione di una partecipazione alle due società. L’investimento nel capitale sociale di Bf da parte di Eni e Intesa avverrà attraverso un aumento di capitale riservato ad esito del quale le due società deterranno ciascuna il 3,32% del capitale sociale di Bf. Il cda di Bf ha inoltre deliberato la convocazione per il 21 dicembre di una assemblea in sede ordinaria e in sede straordinaria. Eni e Gruppo Bf fanno quindi squadra per lo sviluppo di prodotti agricoli sostenibili per la produzione di biocarburanti.

Attraverso una joint-venture paritetica (50% Eni, 50% Bf) verranno sviluppati progetti di ricerca e sperimentazione agricola di sementi di piante oleaginose da utilizzare come feedstock nelle bioraffinerie Eni. Inoltre, l’accordo tra le società prevede l’acquisto da parte di Eni di una partecipazione di minoranza nella controllata di Bf Bonifiche Ferraresi e l’ingresso di Eni nel capitale sociale di Bf attraverso la sottoscrizione di aumento di capitale riservato. L’intesa, sottolinea Eni in una nota, fa leva sulla consolidata collaborazione tra Eni e Bf in ambito agricolo per lo sviluppo di iniziative di diversificazione economica, trasferimento di competenze e supporto all’imprenditorialità in Italia e all’estero.

L’accordo ha valenza strategica, in quanto Bonifiche Ferraresi, con i suoi 7.750 ettari, è la più grande azienda agricola italiana per superficie agricola utilizzata ed Eni produce nelle bioraffinerie a Gela e a Venezia Porto Marghera biocarburanti avanzati, uno degli strumenti per contribuire al contenimento delle emissioni di Co2 nel settore dei trasporti. Entro il 2023 Eni non utilizzerà più olio di palma nei suoi processi produttivi. Le attività di test e sperimentazione della joint-venture verranno effettuate nei ‘laboratori a cielo aperto’ di Bonifiche Ferraresi in Sardegna, e saranno volte a valutare la replicabilità delle produzioni in Italia nei paesi esteri in cui è presente Eni, in particolare in Africa. La jv si occuperà inoltre dello sviluppo di progetti relativi alla formazione di personale per le filiere di sviluppo dei progetti di agro-feedstock.

Biocarburanti

L’individuazione delle specie vegetali più idonee seguirà i criteri di sostenibilità definiti nella direttiva europea sui biocarburanti, promuovendo la coltivazione sostenibile.

Per quello che riguarda l’ingresso di Intesa «si inquadra – specifica la nota di Bf – nel supporto della Banca al gruppo BF, di cui Intesa riconosce il ruolo di primario operatore di mercato con forte attenzione ai temi ESG e focalizzato sulla filiera agroalimentare, settore fondamentale per l’economia italiana e il Made in Italy. L’investimento risulta inoltre in linea con il piano di sviluppo di Intesa Sanpaolo nel settore agroalimentare, in particolar modo nel mondo delle filiere produttive, confermato dalla recente costituzione della direzione agribusiness all’interno della Divisione Banca dei Territori».

Ultima modifica: 21 novembre 2021