Auto elettriche: il futuro delle batterie sta nelle foglie

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La struttura interna delle foglie, con il loro complesso sistema vascolare, potrebbe aiutare alla realizzazione di batterie ricaricabili ad alte prestazioni. Questa la tesi di uno studio condotto da un team di scienziati internazionali all’Università di Cambridge.

BIOMIMETICA E LEGGE DI MURRAY
Le ricerche si basano sui principi della biomimetica (o biomimesi), quella disciplina che studia i processi naturali per trovare soluzioni sostenibili agli sviluppi tecnologici e progettuali dell’uomo. In parole povere, provare a imitare la natura per essere più efficienti. La squadra di Cambridge si è soffermata in particolare sulla cosiddetta legge di Murray, che spiega come gli organismi riescano a vivere e a crescere attraverso reti di pori e vasi interconnessi, in grado di trasferire liquidi e nutrimenti in modo ottimale, con uno sforzo energetico minimo.

NUOVI MATERIALI ISPIRATI ALLA NATURA
Il team di ricerca, guidato dal professore Bao-Lian Su, ha realizzato quello che si può considerare il primo materiale Murray sintetico, ossia una struttura che imita il funzionamento dei tessuti naturali, utilizzando nanoparticelle di ossido di zinco. I test sono stati fatti su tre diversi processi: fotocatalisi , rilevazione dei gas e funzionamento delle batterie al litio. In quest’ultimo caso in particolare i risultati (pubblicati su Nature Communications) appaiono molto incoraggianti nello sviluppo tecnologico della auto elettriche. Il materiale Murray sembra infatti capace di migliorare sensibilmente la stabilità delle batterie al litio. Ne aumenta anche la capacità fino a 25 volte in più rispetto a quelle attualmente in circolazione. E, non ultimo, ne allunga la vita in termini di numero di cicli di carica/scarica

Ultima modifica: 20 aprile 2017