Auto ad idrogeno, ecco il vento dell’Est di Honda, Hyundai e Toyota

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Di auto a idrogeno si parla dalla metà degli anni Ottanta, quando il sistema fuel cell (celle a combustibile) venne accostato per la prima volta al mondo dell’auto. Oggi, nell’era delle emissioni zero e delle politiche verdi, questo tipo di propulsione ’naturale’ torna di grande attualità. E il vento della rivoluzione tecnologica spira ancora una volta dall’estremo oriente.

TEST SU STRADA HONDA CLARITY A IDROGENO

Hyundai ix35 fuel cell
Hyundai ix35 fuel cell

Tre case imporanti (le giapponesi Honda e Toyota e la coreana Hyundai) hanno messo sul mercato modelli di serie a idrogeno. Clarity, Mirai e ix35 Fuel Cell. Cosa è cambiato dai pionieristici esperimenti di trent’anni fa? Le tre case d’auto orientali hanno sfruttato i progressi tecnologici raggiunti dai loro ingegneri per allestire veicoli che garantiscano spazio, abitalità e lunga percorrenza. Cancellando i giganteschi serbatoi dell’idrogeno e le grandi batterie che rendevano inabitabili i primi prototipi.

Honda Clarity Fuel Cell a idrogeno, autonomia di 650 km
Honda Clarity Fuel Cell

Clarity e Mirai sono berline con vocazione da coupè e spazi comodissimi. Invece l’ix35 un classico Suv della nuova era. Con alcuni vantaggi importanti garantiti dalla propulsione a idrogeno. Il rifornimento per un pieno non dura più di 5 minuti, l’autonomia supera i 600 chilometri. E le emissioni sono ridotte a semplice vapore acqueo.

Toyota e auto a idrogeno, in Giappone più stazioni di rifornimento
Toyota Mirai

Questa evoluzione della tecnologia a idrogeno ha reso le celle a combustibile sempre più potenti, ne ha ridotto numero e spazio. Così come sono stati compressi propulsori e batterie. L’energia necessaria per il motore elettrico si ottiene tramite una reazione chimica all’interno della cella a combustibile. Senza alcun tipo di emissione nociva.

Auto a idrogeno, la sfida delle stazioni di rifornimento

Ma perchè la rivoluzione dell’idrogeno possa compiere il suo corso manca il tassello più importante, quello della infrastrutture. In Europa ci sono un centinaio di stazioni di rifornimento con la grande H. In Italia ne esiste una soltanto a Bolzano, vicino al confine con Austria e Germania. Qui si riforniscono i veicoli provenienti dal nord Europa e la flotta cittadina degli autobus a idrogeno. Ma esiste già un piano europeo per portare in Italia 20 stazioni a idrogeno entro il 2020 e raggiungere il numero di 400 in Europa. Ma più di questi numeri conteranno le politiche comunitarie e quelli dei singoli stati. L’idrogeno promette auto gestibili e pulite ma la nuova rivoluzione, per ora, è solo una promessa.

Giuseppe Tassi

Ultima modifica: 24 ottobre 2017