Parigi-Dakar Magica e maledetta: e’ la sfida piu’ affascinante Via da Lima per 700 partecipanti

1120 0
1120 0

Esiliata dall’Africa, la gara si e’ trasferita in Sudamerica: non senza sorprese

 

di Leo Turrini
 

Firenze, 4 gennaio 2013 – Ha ancora un senso, nel 2013, una corsa come la ‘Dakar’? E non sarebbe magari il caso di cambiarle il nome, visto che da alcuni anni il Raid ha abbandonato la pericolosa Africa per trovare rifugio sulle strade e sui sentieri del Sud America?

Sono domande vagamente retoriche, alle quali hanno gia’ dato una risposta, in verita’ scontata, i 745 (settecentoquarantacinque) esseri umani che si sono iscritti alla edizione che va ad incominciare partendo da Lima, capitale del Peru’, per concludersi dopo oltre ottomila chilometri a Santiago del Cile.

Settecentoquarantacinque sono i piloti, i navigatori, i meccanici. Persone talvolta famose, come l’ex re dei rally Carlos Sainz o lo sceicco Nasser Al Attiyah o ancora come Stephane Peterhansel, vincitore della estenuante maratona motoristica sia sulle due che sulle quattro ruote. Peccato per l’assenza di Marc Coma, alle prese con i postumi di un incidente: in moto il grande favorito si chiama Cyril Despres, campione uscente. Ma ci sono anche tanti anonimi, spregiudicati interpreti del virus dell’avventura: mossi da una passione che non conosce limiti, la passione di chi mette nel conto, senza dirlo, persino di non tornare.

Il vecchio. Conviene allora rendere subito omaggio al coraggio di un nonno: Francisco Claudio Regunaschi e’ un argentino di origini italiane, un tifoso della Ferrari cresciuto nel mito di Juan Manuel Fangio. Beh, e’ uno dei settecentoquarantacinque iscritti e fin qui sarebbe tutto normale, solo che il signore in questione ha gia’ tagliato il traguardo dei settantatre’ anni…

I marchi. Auto, moto, camion e quad dovranno dribblare le insidie di un tracciato che dal Peru’ arriva in Cile divorando gli spazi immensi dell’Argentina. La Dakar in salsa sudamericana sta riconquistando l’interesse dei costruttori. Schierano macchine alla partenza della edizione 2013 marchi come Toyota, Mitsubishi, Chevrolet, Hummer, Bmw, Mini. Anche per le moto la concorrenza si moltiplica la concorrenza: Husqvarna e Honda presentano squadre ufficiali per contrastare la supremazia della Ktm.

Gli italiani. Curiosa e’ la storia di Gianpaolo Bedin, gia’ ingegnere di Osella e Minardi in Formula Uno: ha scelto di correre la Dakar a bordo di un buggy. Michele Cinotto, rallista di alto livello un quarto di secolo fa, e’ invece andato a Lima con l’intera famiglia: gareggiano pure, sempre con Nissan, i figli Carlo e Pietro. In moto, in sella ad una Husqvarna, promette belle imprese Alessandro Botturi, gia’ competitivo un anno fa.

Ultima modifica: 16 novembre 2017