Giada Michetti conferma la volonta’ di restare a Bologna fino al 2030

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{{IMG_SX}}Cambiamenti sostanziali dovuti all’uscita di Cazzola?
<<Non e’ possibile fare raffronti perche’ Cazzola non c’e’ e l’evoluzione di questo settore e’ velocissimo. Noi abbiamo puntato su alcuni cambi di direzione. E’ stata un’esigenza del mercato come la grande apertura, per la prima volta al mondo automotive con il coinvolgimento dei costruttori e dei concessionari che si sono confrontati proprio all’inizio della rassegna. La seconda e’ la svolta data a questa edizione. Ci sono molte iniziative legate all’ambiente con interi spazi dedicati ai carburanti alternative>>.
Torniamo al mondo tutto rosa del dopo Cazzola. Una scelta perche’ siamo a Bologna, per aver messo in atto quello che non e’ riuscito neanche ai parlamentari.
<<E’ causale anche perche’ lo staff non e’ cambiato con l’uscita di Cazzola. Solamente che prima le donne non erano in prima linea. Con questa nuova organizzazione hanno trovato piu’ spazio e l’unico merito che posso avere avuto io e’ quello di averle dato una maggiore visibilita’>>.
Con Cazzola questo non e’ successo per anni. Un motivo ci deve essere…
<<Si’, e’ di una semplicita’ incredibile. Prima c’era Cazzola che guidava tutto in modo personale esponendosi sempre in prima persona nel bene e nel male. Con l’arrivo della Gl Event e’ tutto cambiato anche perche’ non c’erano le prerogative per andare avanti nel modo antico. Adesso la gestione del Motor Show e’ affidato ad una squadra, dove per caso le donne hanno una parte rilevante, di primo piano, mentre la parte commerciale e’ affidato agli uomini che non si vedono, ma ci sono>>.
Un primo bilancio a pochi giorni dall’apertura?
<<Positivo, anche se avevamo un po’ d’ansia, ma allo stesso tempo eravamo sicuri di aver preparato al meglio questa edizione>>.
Un cambiamento dovuto anche all’arrivo della societa’ francese?
<<No. Questa e’ una societa’ che ha tremila dipendenti e che opera con 80 filiali. E’ naturale che deve demandare. Affidandomi la responsabilita’ di questa e altre manifestazioni ci hanno lasciato da subito la massima autonomia. Ci riconoscono il valore che finora siamo stati capaci di creare e quindi ci hanno chiesto soltanto di ripetere gli stessi risultati>>.
Il Motor Show e’ la manifestazione motoristica che ha gia’ il massimo degli spettatori. Cosa vi e’ stato chiesto di piu’?
<<Niente solo mantenere il successo di pubblico delle precedenti edizioni. A Parigi il Salone dura 15 giorni, cinque piu’ di noi, ma riescono a superare appena il milione di spettatori. Noi ci riusciamo in soli 10 giorni e arriviamo ad oltre un milione e duecentomila>>.
Gia’ firmato il contratto che lega Iil Motor Show a Bologna finoal 2015 e forse fino al 2030? Una scelta giusta?
<<Sicuramente. Il legame con la citta’ e’ determinante cosi’ come la centralita’ geografica. Qui siamo al centro di un grande snodo autostradale e ferroviario: con tre ore di viaggio si raggiunge un bacino di utenza di 30 milioni di persone. E poi e’ qui la vera terra di motori. E’ qui che sono nate le piu’ importanti aziende che hanno fatto la storia motoristica del nostro paese>>
Produzione e spettacolo, una scelta vincente che continuera’ ancora?
<<Certamente perche’ e’ la nostra forza. Chi viene al Motor Show rimane all’interno dell’area piu’ di cinque ore perche’ oltre a vedere i modelli puo’ anche provarli e vedere gare di ogni genere, dai rally alla F1. Insomma assiste a tutto quello che i costruttori fanno per lo sport, per la sicurezza e per abbattere le emissioni inquinanti. Una vetrina unica al mondo>>.
Le accuse maggiore sono quelle di non avere una valenza internazionale…
<<Non ritengo sia cosi’ perche’ ogni salone ha le sue caratteristiche. Se escludiamo Ginevra dove vanno tutti perche’ zona neutra, una specie di salotto buono dell’Europa che conta, a Francoforte comanda l’industria tedesca, a Parigi quella francese cosi’ come a Detroit e Tokyo quelle americane e giapponesi. Bologna e’ l’unico Salone al mondo dove sono presenti ben 52 case costruttrici>>.

Ultima modifica: 16 novembre 2017