Cassazione: le auto d’epoca nel redditometro

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Avere un’auto d’epoca e mantenerla <<e’ chiaro indice di capacita’ contributiva>>, in quanto impone, oltre alle spese di circolazione, <<particolari esborsi per un’adeguata manutenzione>>, che di fatto <<giustifica l’accertamento in via sintetica del reddito complessivo>>.

E’ quanto ha stabilito la Cassazione, con una sentenza del 22 gennaio scorso. La questione e’ stata portata all’attenzione dei giudici, dopo che un ufficio locale dell’amministrazione ha notificato ad un contribuente un avviso di accertamento, determinando un maggior reddito in via sintetica, alla cui quantificazione concorreva il possesso di quattro autoveicoli, di cui uno d’epoca.
Potremmo sentire novita’ sul redditometro da parte dell’Agenzia delle Entrate che pensa ad un rilancio dello strumento. Da un lato si lavora ad una revisione degli indici fermi ai valori del 2005, dall’altro si studia come incrociare e confrontare i dati a livello familiare. Il redditometro, che e’ uno strumento utilizzato per l’accertamento induttivo, in pratica stima il reddito presunto del contribuente partendo dal suo tenore di vita.
Si puo’ ricorrere all’accertamento induttivo quando per due anni consecutivi il contribuente presenta un tenore di vita calcolabile con gli indicatori del redditometro superiore al reddito dichiarato. Gli indicatori presi in considerazione dal redditometro sono aeromobili, navi e imbarcazioni da diporto, autoveicoli, altri mezzi di trasporto a motore, roulottes, residenze principali e secondarie, collaboratori familiari, cavalli da corsa o da equitazioni e assicurazioni. Il massiccio utilizzo dell’informatica e l’istituzione dell’anagrafe dei conti sono destinati in qualche modo a rilanciare il redditometro non tanto come strumento per l’accertamento induttivo, quanto, invece, come strumento selettivo per individuare i contribuenti da sottoporre ad eccertamento e verifica. L’eventuale allargamento alla famiglia ha l’obiettivo di monitorare i comportamenti di quanti ‘nascondono’ i beni intestandoli a familiari.

Nel 2006 gli accertamenti innescati partendo dalle analisi del redditometro al quale si e’ fatto ricorso soprattutto partendo da quanti avevano acquistato auto di lusso hanno dato una elevata positivita’. La stragrande maggioranza dei contribuenti risultati con un tenore di vita superiore al reddito dichiarato hanno optato per l’accertamento con adesione, cioe’ hanno ammesso di aver evaso. Tornando alla sentenza della Cassazione il contribuente nei vari ricorsi, ha sostenuto che la sua auto d’epoca doveva essere esclusa dall’accertamento sintetico del reddito, in quanto non posseduta per soddisfare esigenze di circolazione, e asserendo che lo stesso Secit (Servizio consultivo e ispettivo tributario) del ministero dell’Economia e delle Finanze, in un suo parere, avrebbe escluso le auto e moto di interesse storico e collezionistico, dall’applicazione del cosiddetto <<redditometro>>.
La Cassazione, pronunciandosi definitivamente sulla questione, ha respinto il ricorso del contribuente, affermando che e’ notorio che le autovetture cosiddette <<storiche>> o <<d’epoca>> formino oggetto di collezionismo e di particolare ricerca fra gli appassionati di tali beni; che e’ notorio che esiste un particolare mercato per tali tipi di veicoli, oggetto di attenzione da parte dei suoi consumatori; che e’ notorio che la manutenzione di tali veicoli, ormai fuori produzione da tempo, comporti rilevanti costi, per tutte le necessita’ di manutenzione e sostituzione dei componenti soggetti a usura. Proprio per questi motivi, tali beni mobili registrati devono essere giustamente posti a base e presi in considerazione ai fini della determinazione della capacita’ contributiva del contribuente.
Nessuna violazione, ha, infine, rilevato la Corte nell’operato del giudice di merito che, intendendo il riferimento al possesso delle auto contenuto nei cosiddetti redditometri, vi ha incluso anche quelle cosiddette storiche o d’epoca, atteso che nessuna precisazione o restrizione e’ contenuta in tali disposizioni e che nessuna influenza decisiva sulla soluzione del caso puo’ avere un diverso parere, reso da un organo consultivo dell’Amministrazione finanziaria, quale e’ il Secit.

Ultima modifica: 16 novembre 2017