Marchionne, Report indaga sulla casa svizzera e sulle tasse

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La puntata di Report di domenica 27 marzo, dedicata a Fiat. L’ad: ”Pago le tasse in Italia, le pago come un lavoratore italiano che vive all’estero”

tratto da Dagospia.com

“REPORT”: LA CASA SVIZZERA DI MARCHIONNE E IL RISPARMIO SULLE TASSE
Dalla puntata di ieri sera di “Report” su Raitre

GIOVANNA BOURSIER
Mi dice dove abita lei.

SERGIO MARCHIONNE – AMMINISTRATORE DELEGATO FIAT
Dappertutto, guardi, faccio il giro del mondo io continuamente. Io sono residente svizzero da molti anni, e quindi lo ero prima di arrivare in Italia nel 2004.

BOURSIER
Dove?

MARCHIONNE
In Svizzera, cose personali e’ inutile che faccia la domanda, non domando dove abita lei

BOURSIER
Ma io glielo dico, pero’ io la residenza fiscale ce l’ho in Italia.

MARCHIONNE
Ma io sono residente fiscale svizzero da anni. Quindi e’ inutile che cerchi di cambiare…

BOURSIER
Pero’ ce l’ha a Zugo?

MARCHIONNE
Da sempre a Zugo.

BOURSIER
A Zugo

MARCHIONNE
Sempre!

BOURSIER FUORI CAMPO
Da 8 anni Marchionne comanda in Fiat, ma non vive in Italia. Ha casa a Toronto, a Detroit… e in Svizzera, dove la fiscalita’ e’ piu’ conveniente. Ma, dentro la Svizzera, Marchionne ha la residenza fiscale nel cantone tedesco di Zugo, dove conviene ancora di piu’. Qui l’aliquota massima e’ del 23%.
[…] E’ difficile capire quanto versa di tasse in Italia.

BOURSIER
Ma se lei vuole fare la grande Fabbrica Italia, perche’ non ha una casa in Italia, cioe’ perche’ non paga le tasse in Italia, chiariamolo!

MARCHIONNE
Le pago le tasse in Italia.

BOURSIER
No, non le paga in Italia.

MARCHIONNE
Le pago e poi pago la differenza in Svizzera. Io pago le tasse in Italia come un lavoratore italiano che vive all’estero, tutto li’, le pago come le pagano gli altri.
[…]
TOMMASO DI TANNO TRIBUTARISTA
E’ soggetto a una ritenuta definitiva cioe’ a una sorta di cedolare secca del 30% sui compensi che percepisce da parte di una societa’ italiana.

BOURSIER
Cioe’ questo vuol dire che lui paga il 30% con questa ritenuta secca in Italia e poi paghera’ svizzera tra il 15% e il 23% a Zugo?

TOMMASO DI TANNO TRIBUTARISTA
No, non paga piu’ nulla in Svizzera, perche’ il trattato contro le doppie imposizioni fra Italia e Svizzera prevede che il prelievo, in questo caso, lo faccia soltanto il paese in cui risiede la societa’ pagatrice e non c’e’ null’altro da pagare nel paese di residenza del manager. Quindi paga il 30%, punto e basta.

BOURSIER
Quindi vuol dire che rispetto all’aliquota del 43%, sarebbe l’aliquota italiana…

TOMMASO DI TANNO TRIBUTARISTA
Se fosse residente in Italia o comunque se passasse in Italia piu’ di 183 giorni l’anno allora, in questo caso, in Italia pagherebbe il 43%; quindi il risparmio che questa persona consegue attraverso la residenza in Svizzera e’ del 13%.

BOURSIER
E’ del 13%…

TOMMASO DI TANNO TRIBUTARISTA
E questo riguarda semplicemente i compensi percepiti a carico di una societa’ italiana ma se questa persona percepisse degli ulteriori compensi…

BOURSIER
Cioe’ per esempio prende un compenso da un’azienda americana di cui e’ anche amministratore delegato?

TOMMASO DI TANNO TRIBUTARISTA
Benissimo, in questo caso, nulla paga all’Italia, essendo un residente in Svizzera, paghera’ in Svizzera un’aliquota compresa tra 15 e 23%.

BOURSIER
Comunque su 4 milioni di stipendio quel 13%…

TOMMASO DI TANNO TRIBUTARISTA
Vale 500.000 euro.

BOURSIER
Non e’ poco? Ogni anno…

TOMMASO DI TANNO TRIBUTARISTA
Questa e’ la situazione, buon per lui!

3- VILLARI, MA CHE C’ENTRA LA FIAT CON RESIDENZA MARCHIONNE?
(AGI) – Dovrebbe forse intervenire il Garante della privacy dopo la puntata di ieri di ‘Report’ su Raitre dedicata alle vicende Fiat, e in particolare per la parte relativa alla localita’ (nel Cantone di Zugo, Svizzera centrale -lingua prevalente il tedesco- con uno dei livelli piu’ bassi di tassazione del Paese, ndr) dove ufficialmente risulta residente Sergio Marchionne, amministratore delegato del gruppo torinese.
Lo sostiene Riccardo Villari, vicepresidente di Coesione nazionale e gia’ presidente -per un breve periodo- della commissione di Vigilanza Rai con i voti del Pdl quando era in forza al Pd. “La prima puntata dell’atteso ritorno della trasmissione di Milena Gabanelli era dedicata alla Fiat”, dice Villari, “e tra i vari servizi c’era anche una lunga intervista a Sergio Marchionne.
Quando la giornalista autrice del servizio gli ha chiesto dove abitasse in Svizzera, Marchionne ha scelto legittimamente di non rispondere, precisando anzi che preferiva non divulgare l’indirizzo. Da quel momento sono seguite numerose immagini e in diversi frangenti della trasmissione, della localita’ in cui risiede l’amministratore delegato Fiat, della sua casa vista dall’esterno, perfino dell’abitazione in cui vive l’ex moglie con i figli”.
A questo punto -dice ancora Villari- “se la domanda che si poneva la puntata riguardava il futuro di Fiat in Italia, viene da chiedersi cosa si volesse dimostrare e soprattutto, cosa abbia apportato all’inchiesta un servizio come questo, che invece, spiace constatarlo, e’ sembrato piuttosto quasi un’invasione di campo nella vita privata di Marchionne e che auspichiamo non abbia ripercussioni sulla sicurezza della persona e della famiglia. Un episodio, su cui forse occorrerebbe una valutazione dell’Authority per la Privacy”.

4- DA “REPORT
Riassumiamo, per riuscire a fondersi con Chrysler in modo vantaggioso Marchionne deve riuscire il prima possibile a fare l’auto a basso consumo, ripagare Obama e poi quotarsi a Wall Street. Negli Stati Uniti sta andando bene, Chrysler comincia a vendere e Marchionne spera di scalare entro quest’anno. I veri problemi restano in italia. E torniamo all’ultimo bilancio consolidato al 31 dicembre 2010: 31 miliardi di euro di indebitamento finanziario e 15 miliardi di liquidita’. Ma perche’ non usa la liquidita’ per ridurre il debito? Perche’, dice Marchionne, il debito finanziario non e’ una preoccupazione: serve a finanziare la vendita di auto e quindi si auto liquida cioe’ quando i clienti pagano le famose rate.
Ma da bilancio, dentro i 31 miliardi di debiti complessivi, leggiamo, ce ne sono 2 piu’ 9 di obbligazioni, che andranno rimborsati ai risparmiatori quindi non si auto liquidano, come non si auto liquidano i 2,3 piu’ 6, 6 miliardi di prestiti bancari. E su questo debito complessivo si pagano gli interessi passivi.
Allora ci si domanda: quanto rende la liquidita’ e quanto costa il debito? A pagina 47 del bilancio e’ scritto “nel 2010 gli oneri finanziari netti del gruppo Fiat sono stati pari a 905 milioni. 150 in piu’ rispetto al 2009 per mantenere piu’ elevati livelli di liquidita’”.
Insomma Marchionne decide di pagare 150 milioni di euro di interessi passivi in piu’ rispetto all’anno precedente per incrementare la disponibilita’ di cassa. Come intende usarla? Non per fare gli investimenti promessi in italia poiche’ alla domanda ha risposto “i soldi li trovo vendendo le auto”. Ma allora questi 15 miliardi, di cui 12 in Fiat Auto, a cosa servono veramente? A fare bella figura? Un’anomalia che dovrebbe essere chiarita ai mercati finanziari. Sta di fatto che per ora Marchionne sta salvando i lavoratori americani e sistemando al meglio la famiglia. E chi salva i lavoratori italiani?
La situazione e’ che la residenza fiscale di Marchionne e’ a Walchwill, ma possiede un’altra casa nel cantone di Vaud, a Blonay, mezzora da Ginevra:…qui dicono che l’abbia comprata nel 2007 e ci vive l’ex moglie coi 2 figli…tipico chalet del luogo, tutta in legno, con parco e campo da tennis. Per i lavori Marchionne ha preferito chiamare una ditta italiana, che secondo il sindacato sottopagava i giardinieri. E su questo la legge svizzera e’ molto ferrea…
ALDO FERRARI, responsabile del sindacato svizzero
questi giardinieri erano pagati con la tariffa italiana che e’ molto piu’ bassa di quella della Svizzera, allora che in Svizzera doveva pagare questi giardinieri il doppio. Dunque…
cioe’ vuol dire tu puoi portarti chi vuoi a metterti in ordine il giardino
senza problemi
pero’ lo paghi secondo le regole svizzere visto che questo lavoro lo stai facendo in Svizzera visto che hai una casa in Svizzera?
esattamente
e quindi?
e quindi questa gente era pagata di meta’ e al finale la ditta italiana ha dovuto pagare la differenza.
quindi lui nel 2007 si e’ comprato questa casa a Blonay?
si e’ comprato questa casa a Blonay e l’ha rifatta tutta, anche all’esterno, quello che e’ stato fatto dai giardinieri “italiani”
Secondo il testo unico sulla fiscalita’ se abiti almeno 183 giorni l’anno in Italia, non puoi pagare le tasse da un’altra parte. Il suo ufficio stampa ci dice che a Torino HA UNA CASA E ci sta almeno meta’ settimana…
UFFICIO STAMPA FIAT
si vabbe’ ma in questa casa torinese quanto ci sta?
ci sta, ci sta, ci sta! Lui ha ragione quando dice io sono un cittadino Tra virgolette del mondo, perche’ sta 4 giorni a Torino. Stasera va a dormire a casa sua, a Torino, non dorme a Ginevra, va a dormire a casa sua a Torino, tanto per farti un esempio, lui ci dorme, ha tutta la cultura delle sue cose a casa sua, cioe’ c’e’ la casa, esiste!

5- “PAGO LE IMPOSTE IN ITALIA LA SEDE FIAT NEGLI USA? NON HO ANCORA DECISO” – MARCHIONNE: <<VENDERE LA FERRARI? PER ORA NO>>
Mario Gerevini per “il Corriere della Sera”

Il filo conduttore e’ una lunga intervista a Sergio Marchionne, incalzato, al Salone dell’auto di Ginevra, sul piano Chrysler, sulla futura sede legale del nuovo gruppo (Italia o Stati Uniti?), sui bilanci e sulla sua denuncia dei redditi: dove paga le tasse l’amministratore delegato della Fiat?
La nuova stagione di Report, il programma di Rai3 condotto da Milena Gabanelli, si apre questa sera con settanta minuti di inchiesta (<<AutoAlleanza>>) di Giovanna Boursier su Fiat, ascoltando i fornitori che si lamentano dei <<bonus>> da pagare, interpellando banchieri, protagonisti delle stagioni passate come Cesare Romiti, scavando nelle pieghe del contratto con Chrysler e cercando di capire <<dove salteranno fuori i 20 miliardi di investimenti in Italia>>. E con Marchionne, intervistato il primo marzo al Salone di Ginevra che ribadisce: <<La scelta sulla sede legale non e’ ancora stata presa>>.
E sugli aiuti pubblici <<noi, per fortuna, capacita’, intelligenza, non abbiamo chiesto un euro a nessuno, e’ scoppiato un disastro finanziario che ha messo tutti in ginocchio e la Fiat e’ sopravvissuta a quell’evento da sola>> . Dunque, s’infervora, <<vogliamo riconoscere un po’ di bravura invece di stare a picchiare la Fiat dalla Mattina alla sera?>> . <<Report>> , tuttavia, ricorda gli incentivi statali per il 2008 e il 2009 e poi il crollo nel 2010 (senza incentivi) delle vendite in Europa. La Ferrari e’ in vendita? <<Non per il momento>> , afferma il manager in maglione, mentre sull’Alfa e sulle mire della Volkswagen butta li’ un <<penso che siano stati di una chiarezza brutale>>.

Ma Jochem Heinzmann, consigliere Vw interpellato da Report, non e’ particolarmente loquace e sul tema Alfa infila un <<non comment>> dietro l’altro. L’inchiesta da una parte segue il percorso che portera’ alla fusione con Chrysler e dall’altra il tracciato delle promesse in Italia: i 2 miliardi di investimenti (sui 20 totali) per Mirafiori che produrra’ Suv. Ma in cambio di sacrifici concreti non ci sarebbe una contropartita altrettanto concreta di impegni scritti.
Solo parole <<ma chi obbliga Marchionne a mantenere le promesse?>> , si chiede la Gabanelli. Forse dovrebbe esserci la vigilanza della politica che fa gli interessi del Paese. Gia’. Parte un flash dall’audizione in Parlamento di Marchionne, si vede e si sente un preoccupatissimo Sandro Biasotti (Pdl e concessionario Fiat) intervenire e contestare al manager Fiat l’apertura di nuove concessionarie. Sacrifici ed esempi. Le nuove condizioni di lavoro sono gia’ state firmate in due stabilimenti, quelli dei referendum: Pomigliano e Mirafiori. Marchionne pero’ dice che non e’ sufficiente perche’ ci sono <<altri tre stabilimenti: Cassino, Melfi e Bertone>>.
L’inviata di <<Report>> stuzzica il manager, residente in svizzera (<<da sempre a Zug>> ), sulle tasse. Zugo e’ il cantone con la fiscalita’ piu’ leggera. <<Pago le tasse in Italia e poi pago la differenza in Svizzera>> , dice Marchionne. Il tributarista Tomaso Di Tanno spiega pero’ che la ritenuta dello <<svizzero>> Marchionne e’ del 30%sui compensi italiani e poi non dovrebbe pagare piu’ nulla.

Un guadagno secco, secondo Report, del 13%rispetto all’aliquota standard del 43%, cioe’ circa 500mila euro sui 4 milioni di stipendio. Tutto in regola, ma visto che l’attivita’ del top manager Fiat – riassume la Gabanelli – non e’ in Svizzera, ma a Torino e Detroit, <<allora trasferisca la sua residenza in Italia o negli Usa e contribuisca come i suoi dipendenti allo sviluppo del Paese dove sta l’azienda che gli paga lo stipendio>>.
Resta un punto: dove prende Marchionne i 20 miliardi per gli investimenti in Italia? <<Vengono prodotti quando vendo le vetture>> , lui dice. Report ha poi analizzato il bilancio consolidato da cui emergono <<31 miliardi di indebitamento finanziario e 15 miliardi di liquidita’>> , un’apparente contraddizione che pero’ Marchionne spiega con una gran parte di <<posizioni che si autoliquidano>> finanziando i clienti che acquistano auto o i concessionari. Sul punto Report osserva che ci sono <<2 miliardi piu’ 9 di obbligazioni>> da rimborsare ai risparmiatori <<quindi non si auto liquidano>> cosi’ come <<i 2,3 piu’ 6,6 miliardi di prestiti bancari>> .

Ultima modifica: 16 novembre 2017