Allarme minicar “I minorenni al volante si sentono ‘grandi’ e violano le norme”

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Il Rapporto Aci-Censis 2010 traccia un quadro preoccupante dell’atteggiamento dei ragazzi nei confronti del nuovo ‘staus symbol’ a quattro ruote. Poco prudenti anche i giovani sulle moto 

Roma, 21 dicembre 2010 – Fa tendenza, tutti la vorrebbero e chi ce l’ha si esalta. Forse troppo. A quanto rileva il Rapporto Aci-Censis 2010, le microcar sono diventate un “Vero e proprio status symbol, particolarmente ricercato dai ragazzi per ‘sentirsi grandi’ e farsi notare”. Sono considerate piu’ sicure delle due ruote (56,3%) e non piu’ pericolose di un’auto tradizionale (55%), anche se per nulla adatte a responsabilizzare i minorenni (65,1%) o a prepararli alla guida (62%) e poco solide per proteggere gli occupanti (65,8%)”.
 

Secondo il Rapporto, “quando si trovano al volante i minori adottano comportamenti particolarmente pericolosi e assolutamente irrispettosi delle norme”.
 

Nella minicar “ci si entra in 5, servendosi anche del bagagliaio; si modificano, per toccare almeno i 70/80 Km/h; in un paio d’anni, si fanno gia’ 2-3 incidenti, legati per lo piu’ alla distrazione e/o al superamento dei limiti di velocita’; si risponde tranquillamente al cellulare anche senza auricolare o kit vivavoce e si ignora persino che indossare le cinture e’ obbligatorio”.
 

Chi e’ gia’ maggiorenne, invece, si dice “sconvolto” dal fatto che chi ha meno di 18 anni possa guidare una microcar senza dover sostenere un esame di pratica.
 

“Poco prudenti anche i giovani dueruotisti (15-18 anni), che tendono a violare il Codice della Strada con piu’ frequenza, perche’ e’ piu’ facile farlo di quanto non lo sia con la macchinetta”.
 

Una considerazione: “cio’ che colpisce nei ragazzi, indipendentemente dal mezzo, e’ che non si rendono conto di cosa sia pericoloso al volante e non sanno darsi limiti rispetto a cio’ che si puo’ o non si puo’ fare, ma se gli chiedi ‘che tipo di automobilista ti definiresti?’, rispondono ‘prudente’, ‘attento’. Poi, quando li fai riflettere sui loro comportamenti, tendono a rivedere le loro opinioni”.
 

Ultima modifica: 16 novembre 2017